Pagine

lunedì 14 marzo 2016

L’Urbanistica di Salvatore Costanzo: focus territoriale sul casertano





Si terrà a breve nella sede del Palazzo della Provincia di Caserta (Sala Consiliare) la presentazione del libro dell’architetto e storico dell’arte Salvatore Costanzo, URBANISTICA IN TERRA DI LAVORO. Dai segni del passato ai modelli insediativi del presente (Giannini Editore, Napoli 2016, pp. 520). Ad annunciarlo il Presidente dell’Associazione “Vanvitelli” di Caserta, Aldo Maria Pagella, che ci informa sulle nuove iniziative culturali promosse dall’associazione per l’anno 2016.
Il libro di Costanzo - dedicato alla memoria del Soprintendente Gian Marco Jacobitti che nel lontano 1988 tenne a battesimo il primo studio di Architettura dell’autore – evidenzia contenuti storici, topografici e urbanistici che si muovono tutti in una precisa direzione: rendere accessibile ad un vasto pubblico un quadro di informazioni geo-politiche, culturali, sociali accertate sulle componenti principali dei diversi modelli insediativi di città di Terra di Lavoro considerate e studiate come sedi di aggregazioni umane, elaborandone la storia urbana e interpretandole attraverso concrete dinamiche culturali. Oltre a propagandare e diffondere un indirizzo innovativo dell’evoluzione dell’area casertana, il saggio del prof. Costanzo riesce a dare un’attenta chiave di lettura delle sedimentazioni storiche e una moderna concezione per la conoscenza e valorizzazione dei luoghi, in rapporto simbiotico tra Città e Territorio. Nello specifico, si tratta di una densa ed impegnativa ricerca i cui testi si avvalgono di una ricca documentazione archivistica e iconografica, ai quali si associano i pregi di una meticolosa disamina divulgativa. Vengono considerati aspetti del territorio in età antica e le loro evidenze archeologiche, mettendo in luce i capisaldi più importanti dell’organizzazione dei luoghi e della topografia geometrica di alcuni significativi insediamenti e tessuti urbani.
Una considerazione a parte merita la sezione delle “Appendici” del libro, costituita da un’accurata rassegna documentaria ed illustrativa di quegli ambiti territoriali che nel 1860, facevano ancora parte dei vari Circondari della provincia di Terra di Lavoro, e che oggi ricadono fuori dall’odierno comprensorio casertano. Si tratta di contesti ambientali e urbanistici che - all’indomani del 1861 e fino al 1927 – costituivano la Terra di Lavoro. Innumerevoli immagini e disegni planimetrici documentano la stratificazione storica di questi luoghi, ma anche la loro esclusione dai confini della neo-costituita provincia di Caserta nel 1945 (si vedano, ad esempio, i centri urbani di San Germano, attuale Cassino; Formia, nata dall’unione dei comuni di Castellone e Mola di Gaeta; Gaeta, Sora, Isola del Liri, Fondi, Nola, Venafro; i comuni delle Isole Ponziane, quelli della valle Caudina e Telesina ecc.).  
Il volume – che si presenta in una veste grafica pregevolissima – per la ricchezza e le peculiarità delle tematiche proposte, costituisce uno straordinario “continuum” narrativo dei diversi profili su contesti territoriali e nuclei insediativi della Campania settentrionale,  trattati nelle precedenti pubblicazioni dall’arch. Costanzo, tali da aiutare il lettore in maniera assai efficace a fissare nella memoria i nessi fondativi dell’evoluzione e trasformazione dell’attuale provincia di Caserta.

venerdì 11 marzo 2016

Ambasciatore John Phillips



Sabato 9 Gennaio 2016, il Vulcano Solfatara di Pozuoli (na) ha ospitato la delegazione americana guidata dall'Ambasciatore degli Stati Uniti d'America John Phillips che aveva precedentemente visitato la sede operativa di ricerca e monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano dove il direttore, Giuseppe De Natale, aveva ampiamente illustrato la situazione del vulcanesimo campano.
L'incontro, svoltosi in un clima di grande cordialità, ha consentito ai rappresentanti del Governo degli Stati Uniti d'America di esplorare il cratere del Vulcano, soffermandosi alla Bocca Grande.
L'Ambasciatore Phillips, appassionato di geologia, è restato affascinato dalla bellezza del luogo e dai potenti getti di vapore della principale fumarola della Solfatara.

sabato 13 febbraio 2016

San Valentino




La favola di Amore e Psiche affascina ancora migliaia d’innamorati, allora ripercorriamo per San Valentino questa storia meravigliosa.
Psiche, una bellissima fanciulla che non riesce a trovare marito, diventa l'attrazione di tutti i popoli vicini che le offrono sacrifici e la chiamano Venere (o Afrodite). La divinità, saputa l'esistenza di Psiche, gelosa per il nome usurpatole, invia suo figlio Eros (o Cupido) perché la faccia innamorare dell'uomo più brutto e avaro della terra e sia coperta dalla vergogna di questa relazione, ma il dio sbaglia mira e la freccia d'amore colpisce invece il proprio piede ed egli si innamora perdutamente della fanciulla. Intanto, i genitori di Psiche consultano un oracolo che risponde:
« Come a nozze di morte vesti la tua fanciulla ed esponila, o re, su un'alta cima brulla. Non aspettarti un genero da umana stirpe nato, ma un feroce, terribile, malvagio drago alato che volando per l'aria ogni cosa funesta e col ferro e col fuoco ogni essere molesta. Giove stesso lo teme, treman gli dei di lui, orrore ne hanno i fiumi d'Averno e i regni bui. (IV, 33) »
Psiche viene così portata a malincuore sulla cima di una rupe e lì viene lasciata sola. Con l'aiuto di Zefiro, Cupido la trasporta al suo palazzo dove, imponendo che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere, la fa sua; così per molte notti Eros e Psiche bruciano la loro passione in un amore che mai nessun mortale aveva conosciuto; Psiche è prigioniera nel castello di Eros, legata da una passione che le travolge i sensi.
Una notte Psiche, istigata dalle sorelle, che Eros le aveva detto di evitare, con un pugnale ed una lampada ad olio decide di vedere il volto del suo amante, nella paura che l'amante tema la luce per la sua natura malvagia e bestiale. È questa bramosia di conoscenza ad esserle fatale: una goccia d'olio cade dalla lampada e ustiona il suo amante:
« … colpito, il dio si risveglia; vista tradita la parola a lei affidata, d'improvviso silenzioso si allontana in volo dai baci e dalle braccia della disperata sposa (V, 23) »
Fallito il tentativo di aggrapparsi alla sua gamba, Psiche straziata dal dolore tenta più volte il suicidio, ma gli dei glielo impediscono. Psiche inizia così a vagare per diverse città alla ricerca del suo sposo, si vendica delle avare sorelle e cerca di procurarsi la benevolenza degli dei, dedicando le sue cure a qualunque tempio incontri sul suo cammino. Arriva però al tempio di Venere e a questa si consegna, sperando di placarne l'ira per aver disonorato il nome del figlio.
Venere sottopone Psiche a diverse prove: nella prima, deve suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali; disperata, non prova nemmeno ad assolvere il compito che le è stato assegnato, ma riceve un aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che provano pena per l'amata di Cupido. La seconda prova consiste nel raccogliere la lana d'oro di un gruppo di pecore. Ingenua, Psiche fa per avvicinarsi alle pecore, ma una verde canna la avverte e la mette in guardia: le pecore diventano infatti molto aggressive con il sole e lei dovrà aspettare la sera per raccogliere la lana rimasta tra i cespugli. La terza prova consiste nel raccogliere acqua da una sorgente che si trova nel mezzo di una cima tutta liscia e a strapiombo. Qui viene però aiutata dall'aquila di Giove che vuole entrare nelle grazie di Cupido.
Eros risveglia Psiche dal sonno provocato dal dono di Proserpina, raffigurato da Anthonis van Dyck
L'ultima e più difficile prova consiste nel discendere negli Inferi e chiedere alla dea Proserpina (o Persefone) un po' della sua bellezza. Psiche medita addirittura il suicidio tentando di gettarsi dalla cima di una torre; improvvisamente però la torre si anima e le indica come assolvere la sua missione. Durante il ritorno, mossa dalla curiosità, apre l'ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina, che in realtà altro non è che il sonno più profondo. Questa volta verrà in suo aiuto Eros, che la risveglia dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera uscita dall'ampolla e va a domandare aiuto a suo padre.
Solo alla fine, lacerata nel corpo e nella mente, Psiche riceve con l'amante l'aiuto di Giove: mosso da compassione il padre degli dei fa in modo che gli amanti si riuniscano: Psiche diviene una dea e sposa Eros. Il racconto termina con un grande banchetto al quale partecipano tutti gli dei, alcuni anche in funzioni inusuali: per esempio, Bacco fa da coppiere, le tre Grazie suonano e il dio Vulcano si occupa di cucinare il ricco pranzo.
Più tardi nasce la figlia, concepita da Psiche durante una delle tante notti di passione dei due amanti prima della fuga dal castello. Questa viene chiamata Voluttà, ovvero Piacere.

sabato 6 febbraio 2016

Carnevale 'ncopp 'o tammurro 7^ edizione


Sabato 6 febbraio 2016 a Marcianise l’associazione culturale Radici in collaborazione con le associazioni Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa di Macerata Campania, Popolo VinCanto e SCF Società Fotografica Casertana, presenta la settima edizione  di “Marcianise ‘ncopp ‘o tammurro ‘a festa ‘e carnavale” il  grande raduno spontaneo di balli, canti e suoni popolari del basso casertano.
L’evento, col patrocinio morale dell’ICHNET - Comitato per la Promozione del Patrimonio Immateriale, ha lo scopo di salvaguardare e tramandare le nostre tradizioni, infatti l’iniziativa affonda le sue radici nella più autentica tradizione carnevalesca di Marcianise e dintorni. Nel cortile dell’antico palazzo “Monte dei Pegni” in via Duomo civico 9 si  darà il via al carnevale marcianisano, si accenderà un genuino clima di festa con balli e canti sul tamburo. Al centro della corte, vecchie e giovani mani percuoteranno castagnette e tammorre scandendo ritmi forti, decisi, travolgenti che ricordano a tratti arcaiche sonorità guerresche, suono ossessivo sul quale inizia la danza che da noi diventa sfida e resistenza.
Alle ore 19:00 si inizierà con la tradizionale chiagnuta a Carnevale morto, cantando sfottò ‘ncopp ‘o tammurro. Alle 20:30 sarà la volta della “Tauros Folk Band” di Tuoro, gruppo della tradizione bandistica che farà da cornice con il canzoniere napoletano a ritmo di tarantella.
Alle 21:00 inizierà il “raduno spontaneo di musica popolare”, al quale accorreranno paranze da tutta la Campania per un confronto imperdibile tra varie tradizioni musicali. Fra i partecipanti si segnala: 'A paranza 'e Marcianise, Zì Tonino 'o Stocco, Biagino De Prisco, 'A perteca di Pino Iove, Carmine di Sarno, Alfonso Di Somma e gli anziani di Terzigno, 'A paranza 'e San Marcellino, Zì Riccardo e le Donne della Tammorra, 'A Paranza do Criscito, 'Ngiulone, Raffaele Inserra, Maura Sciullo, Giovanni Rusciano, Francesco Petrillo strumenti a fiato tradizionali, Salvatore De Vivo, Calatia, Figli di Cibele, Compagnia suoni vaganti, Gli amici di Via del Popolo.
Per l’occasione esporranno creazioni artistiche carnevalesche, gli artisti marcianisani Raffaele Mezzacapo, Michelangelo Cice e Diego Tartaglione.

lunedì 11 gennaio 2016

Festa di Sant'Antuono



Festa di Sant'Antuono di Macerata Campania, uno degli eventi più attesi e importanti nel panorama delle feste religiose/popolari in Campania. Comincia oggi un'intera settimana dedicata ad una tradizione che, grazie al contributo dell'associazione "Sant'Antuono & Le battuglie di Pastellessa", della parrocchia, del Comune e delle migliaia di ragazzi che ogni anno si dedicano alla realizzazione dei carri tipici, già da qualche tempo ha cominciato ad essere esplorata a 360 gradi nel suo suggestivo ensemble di storia,  folklore, spiritualità. Una settimana alla riscoperta di una passione, di usanze, ritmi e saperi arcaici che trovano di anno in anno il principale elemento innovatore nello spirito che i maceratesi infondano a quella che è ormai molto di più di una semplicità festa o ricorrenza. Spirito che si rinnova nella voglia delle migliaia di bottari che incessantemente da mesi lavorano perchè questa festa sopravviva nel tempo con il suo carico di gioia e meraviglia e nel lavoro di un'organizzazione che ne tutela il patrimonio e ne incrementa la riuscita.
Saranno diciotto le ‘pattuglie di Pastellessa’ ai nastri di partenza per l’edizione 2016. Proseguiranno in corteo secondo il seguente ordine: 1) Gli amici di Sant’Antuono, 2) 'U carr' 'e vasc' 'o vasto, 3) Battuglia libera, 4) I wagliun ra vie 'e for, 5) 'A cumpagnia ‘e Sant’Antuono, 6) 'A Cantenella, 7) 'E facce nov', 8) L’ombra nov', 9) La compagnia del 2011, 10) Cantica popolare, 11) Cantica popolare caturanese, 12) 'A cumpagnia nov', 13) L’epoca nov', 14) 'U carr' 'e Casavr', 15) Suoni antichi, 16) La compagnia de “I punto esclamativo”, 17) La piccola compagnia de “I punto esclamativo”, 18) 'A gioventù nov'. L’evento organizzato dalla Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo diretta dall’Abate don Rosario Ventriglia con l’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa di Macerata Campania, accreditata come NGO presso l’UNESCO, con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, della Regione Campania, della Provincia di Caserta, del Comune di Macerata Campania e delComitato per la Promozione del Patrimonio immateriale ICHNet, inizieta l' 8 gennaio,  terminerà il 17 gennaio 2016.

Questo il programma completo della manifestazione:
Sabato 9 gennaio 2016 - Sfilata di apertura
Mattino
Ore 8.30 Santa Messa.
Ore 10.00 - Apertura della mostra Macerata Campania, città che suona nella Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo. A seguire in Villa Comunale e Palazzo Piccirillo apertura della mostra dedicata alla coltura della canapa e alle tradizioni locali.
Pomeriggio (Percorso carri = A)
Ore 13.00 Raduno dei Carri di Sant’Antuono in Via Gobetti (primo tratto) e Via Nenni.
Ore 16.00 Inizio della sfilata dei Carri di Sant’Antuono da Via Gobetti seguendo il PERCORSO A. Al termine sosta dei Carri nell’Area Mercato in Via Carducci.
Ore 16.00 Inizio sfilata Majorette Shine Stars della Parrocchia San Nicola di Bari di Casal di Principe, che partiranno da Via Gobetti con direzione ed esibizione in Piazza De Gasperi e poi in Piazza Crocifisso.
Ore 19.30 Santa Messa.

Domenica 10 gennaio 2016 - Sfilata sul sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo
Mattino (Percorso carri = B)
Ore 8:00 Santa Messa Battesimo del Signore.
Ore 10:00 Inizio sfilata dei Carri di Sant’Antuono dall'Area Mercato in Via Carducci, seguendo il PERCORSO B. Al termine, sosta dei Carri in Via Gobetti (primo tratto) e Via Nenni.
Ore 10:00 Santa Messa.
Ore 11:30 Santa Messa.
Ore 11:00 Inizio sfilata Banda Musicale e Majorette da Corso Umberto I, con direzione ed esibizione in Piazza De Gasperi, a cura dell’Istituto Comprensivo di Macerata Campania.
Pomeriggio (Percorso carri = C)
Ore 16:00 Inizio sfilata dei Carri di Sant’Antuono da Via Gobetti (primo tratto) e Via Nenni, seguendo il PERCORSO C.
Ore 17:00 Inizio esibizione dei Carri di Sant’Antuono davanti al sagrato della Chiesa parrocchiale Madonna delle Grazie, Casalba.
Ore 18:00 Inizio esibizione Carri di Sant’Antuono davanti al sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo, al termine sosta dei carri in Via Gobetti (primo tratto) e in Via Nenni. Il Carro, solo per motivi di sicurezza, potrà essere parcheggiato in posti alternativi se chiusi e non in diverse strade o piazze pubbliche.
Nel corso della sfilata sarà possibile visitare la Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo.

Lunedì 11 gennaio 2016 - Rioni in festa (Sfilata Carri tradizionali)
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Pomeriggio
Ore 18:00 Sfilata dei Carri di Sant’Antuono tradizionali nei rioni maceratesi.
Ore 18:30 Santa Messa.

Martedì 12 gennaio 2016 - Rioni in festa (Sfilata Carri tradizionali)
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Pomeriggio
Ore 18:00 Sfilata dei Carri di Sant’Antuono tradizionali nei rioni maceratesi.
Ore 18:30 Santa Messa.
Mercoledì 13 gennaio 2016 - Consegna premio Historia Loci
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Pomeriggio
Ore 18:30 Santa Messa.
A seguire la consegna del premio Historia Loci, istituito dall’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa nel 2012 al fine di riconoscere tutte quelle persone ed enti che hanno contribuito in modo fattivo alla salvaguardia, alla trasmissione e alla valorizzazione della Festa di Sant’Antuono: della sua Spiritualità ed espressioni culturali ad essa inerenti, come la musica dei Carri di Sant’Antuono (Pastellessa), patrimonio culturale immateriale di Macerata Campania.
Giovedì 14 gennaio 2016 - Triduo di Sant’Antonio Abate - Seminario PastellessaLab - Borsa di Studio Racconta Sant’Antonio Abate, istituita dalla parrocchia - Giochi tradizionali
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Ore 10:00 Plesso Scolastico Giacomo Matteotti, in Via Roma - Tavola Rotonda, con la partecipazione dei giovani protagonisti dei Carri. Interverrà il musicologo prof. Padre Paolo Saturno, che ci offrirà un’interpretazione della musica dei Carri di Sant’Antuono. A seguire la premiazione della Borsa di Studio Racconta Sant’Antonio Abate.
Pomeriggio
Ore 15:00 Seminario PastellessaLab: “La festa di Sant’Antuono” presso la Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo. Interverranno il musicologo prof. Padre Paolo Saturno e l’antropologo prof. Paolo Apolito.
CHIESA ABBAZIALE SAN MARTINO VESCOVO - TRIDUO DI S. ANTONIO ABATE
Ore 18:00 Santo Rosario.
Ore 18:30 Santa Messa.
Ore 19:30 Piazza San Martino esecuzione giochi tradizionali Corsa nei sacchi, Corsa con i mattoni, Tiro alla fune. Nel corso dei giochi verranno eseguiti canti e balli tradizionali.

Venerdì 15 gennaio 2016 - Triduo di Sant’Antonio Abate - Tradizioni senza barriere - Giochi tradizionali
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Pomeriggio
Ore 16:00 Piazza De Michele - Tradizioni senza barriere: giochi e suoni con la partecipazione dei bambini.
CHIESA ABBAZIALE SAN MARTINO VESCOVO - TRIDUO DI S. ANTONIO ABATE
Ore 18:00 Santo Rosario.
Ore 18:30 Santa Messa.
Ore 19:30 Corso Umberto I / Largo Croce / Via Elena esecuzione giochi tradizionali Corsa con le botti, Corsa con le carriole, Giro della botte. A seguire balli e canti sul tamburo tipici di Marcianise eseguiti dall'Associazione Radici.
Sabato 16 gennaio 2016 - Triduo di Sant’Antonio Abate - Benedizione del fuoco e degli animali - Giochi tradizionali - Presentazione libro Giochi tradizionali d’Italia. Viaggio nel paese che gioca.
Mattino
Ore 8:30 Santa Messa.
Ore 8:30 Inizia a girare per le strade del paese il Carro per la raccolta dei beni in natura come contributo dei nostri parrocchiani alla festa, che tradizionalmente viene chiamata Riffa (si svolge il 17 gennaio).
Pomeriggio
Ore 16:00 Nella Casa parrocchiale, presentazione del libro Giochi tradizionali d’Italia. Viaggio nel paese che gioca, edito dall'Associazione Giochi Antichi di Verona.
CHIESA ABBAZIALE SAN MARTINO VESCOVO - TRIDUO DI S. ANTONIO ABATE
Ore 18:00 Santo Rosario.
Ore 18:30 Santa Messa.
Subito dopo, sul sagrato della Chiesa, si svolgerà la benedizione del fuoco e degli animali con l’accensione del Cippo di Sant’Antuono.
Ore 19:30 Corso Umberto I - Esecuzione del gioco tradizionale Palo di sapone.
Ore 20:30 Piazza San Martino- Esibizione del Gruppo Folcloristico con costumi tradizionali a cura dell’Istituto Comprensivo di Macerata Campania.



Domenica 17 gennaio 2016 - Festa di Sant’Antonio Abate - Riffa

Mattino (Percorso carri = D)
Ore 5.00 Entro l’orario indicato, raduno dei Carri di Sant’Antuono in Via Gobetti (primo tratto) e Via Nenni.
Ore 8.30 Sfilata della Banda Musicale dell’Istituto Comprensivo di Macerata Campania per il centro storico del paese e rientro sul sagrato della Chiesa Abbaziale San Martino Vescovo.
Ore 9.00 Processione con la Venerata statua di Sant’Antonio Abate, portata a spalla dai Carristi ed accompagnata dalla Banda Musicale dell’Istituto Comprensivo di Macerata Campania. PERCORSO DELLA PROCESSIONE: Corso Umberto I - Via Elena - Via Santo Stefano - Via Vescovo Mincione - Via Nenni - Sosta all'imbocco di Via Gobetti.
Ore 9.30 All'aperto nel Largo fra Via Nenni e Via Gobetti - SANTA MESSA.
Seguirà la Benedizione dei Carri di Sant’Antuono, con il SALUTO AL SANTO: il presidente dell’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessa da inizio al saluto con un segnale acustico e in contemporanea i Carri iniziano a suonare, terminando dopo il secondo segnale acustico. Subito dopo proseguirà la processione per Via Gobetti - Corso Umberto I - Chiesa.
Al rientro della Venerata statua di Sant’Antonio Abate, avrà inizio la sfilata dei Carri lungo Via Gobetti, seguendo il PERCORSO D.
Ore 12.30 Tradizionale spettacolo di fuochi pirotecnici figurati in Piazza De Gasperi: a signora e fuoco, o puorco, o ciuccio, a scala.
Ore 13.00 Sfilata dei Carri di Sant’Antuono da Piazza De Gasperi con direzione Via Elena. Al termine, sosta dei Carri in Via Gobetti (primo tratto) e Via Nenni.
Pomeriggio (Percorso carri = E)
Ore 15:30 Largo Croce in Via Elena - Tradizionale Riffa dei beni offerti in natura.
Ore 16:30 Inizio della sfilata dei Carri di Sant’Antuono da Via Gobetti seguendo il PERCORSO E.
Ore 18:00 Inizio dell'esibizione dei Carri di Sant’Antuono in Piazza De Gasperi.
Ore 18:30 Santa Messa.
Ore 23:30 Spettacolo di fuochi pirotecnici al termine dell’esibizione dell’ultima Battuglia dei Carri di Sant’Antuono (Battuglia di Pastellessa). Premiazione dei Carri partecipanti alla Festa.

mercoledì 30 dicembre 2015

Maratona Dantesca




Nel 750esimo della Nascita di Dante Alighieri. Sabato 9 gennaio a  Santa Maria Capua Vetere (ce) alle ore 15:00 presso l'Aulario dei Dipartimenti di Lettere e Giurisprudenza alla SUN, si svolgerà la Maratona Dantesca 2016.
Parteciperanno studenti, docenti universitari, rettori, scienziati, artisti, cantanti, gente comune, sacerdoti, intellettuali e tutti coloro che vorranno.

venerdì 6 novembre 2015

La città sotto la città 2015



Estremamente ricca l’offerta culturale della sesta edizione de «La città sotto la città». Si parte il 9 dicembre con il concerto di Nek presso l’Anfiteatro Campano, per continuare il 19 dicembre - sempre all’interno della cornice del gioiello dell’antica Capua - con Sal da Vinci. Il 20 dicembre sarà la volta di Ron che si esibirà in piazza Mazzini, il 22 dicembre presso il teatro Garibaldi toccherà ai «New Trolls» con la voce di Vittorio De Scalzi, il 23 dicembre il Duomo ospiterà il toccante spettacolo musicale di Enzo Avitabile «Sacro sud». Nel giorno di Santo Stefano, invece, si torna all’Anfiteatro Campano con il concerto di chiusura affidato a Mario Biondi. Artisti di primissimo livello con il compito di far avvicinare, tramite la musica, più e meno giovani alle bellezze archeologiche e culturali del territorio. 
Dal 15 al 18 dicembre invece i tesori dell’antica Capua si mostreranno in tutto il proprio splendore grazie alle visite guidate realizzate in sinergia con la Sovrintendenza. Dall’Arco Adriano all’Anfiteatro, dal Museo archeologico al Mitreo, dal Criptoportico all’Officina dei bronzi, dalla Domus di Confuleius Sabbione a quella di via degli Orti, passando per la chiesa di Santa Maria Maggiore e la fornace etrusca: questi i siti aperti al pubblico nella città di Santa Maria Capua Vetere. L’offerta però è stata ampliata dalla partnership di altri sette comuni. Sarà infatti possibile visitare il mausoleo della conocchia di Curti, le carceri vecchie a San Prisco, Palazzo Vestini Campagnano a Recale, anche noto come Palazzo Vanvitelliano, la cappella di Santa Croce a Casapulla, il Palazzo della Gran Guardia e la chiesa di Sant’Eligio a Capua, la chiesa Abbaziale di San Martino Vescovo a Macerata Campania.