Il forte terremoto del 31!luglio con Magnitudo 4.7 ha riacceso dubbi e timori sullo stato dei Campi Flegrei. C'è il rischio di un'eruzione? Ci dobbiamo aspettare altre scosse? Ecco cosa sappiamo su quella che è a tutti gli effetti la crisi bradisismica più intensa della storia recente del vulcano.
𝐈𝐋 𝐁𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐈𝐒𝐌𝐎
La sismicità dei Campi Flegrei è legata al fenomeno del bradisismo, un ciclico processo di sollevamento e abbassamento della caldera che va avanti da migliaia di anni. Nella fase attiva di sollevamento, i terremoti aumentano progressivamente di numero e intensità. Al contrario nelle fasi di subsidenza la sismicità si riduce drasticamente fino a cessare quasi completamente.
Le ricerche più recenti sostengono che negli ultimi 2.000 anni la caldera ha attraversato 5 episodi di sollevamento, riassumibili in due macro-periodi distinti. Il primo periodo è iniziato intorno al 1430 ed è terminato poco più di cento anni dopo con l'unica eruzione storica dei Campi Flegrei, quella di Monte Nuovo del 1538.
Il secondo periodo, quello più recente, è suddiviso in quattro brevi episodi distinti: dopo oltre 400 anni di subsidenza, i Campi Flegrei sono tornati a sollevarsi per la prima volta nel 1950-52, seguiti poco dopo da un'altra fase ascendente nel 1969-72, da quella più nota del 1982-84 e infine da quella più lenta ma costante in cui ci troviamo ancora oggi iniziata nel lontano 2005.
Le ricerche degli ultimi anni ipotizzano che questi quattro episodi siano in realtà figli di un unico lungo processo di unrest (agitazione) alternato da brevi pause. Questo non vuol dire che abbiano avuto tutti la stessa dinamica evolutiva, ma che in sostanza potrebbero condividere una causa profonda comune. Non possiamo escludere che anche la fase ascendente del 1430-1538 sia stata episodica, ma noi che la osserviamo indirettamente dalle fonti scritte, archeologiche e geologiche, facciamo fatica a distinguere variazioni così limitate nello spazio e nel tempo.
Ognuno di questi episodi è stato accompagnato da un aumento significativo della sismicità e il perché è presto detto: nel periodo compreso tra il 1950 e il 1984, la caldera si è sollevata in totale di 3,8 m. Poi dal 1985 al 2004 abbiamo avuto una timida subsidenza di circa 1 m, prima che dal 2005 ad oggi accumulassimo altri 1,7m di sollevamento. Questo vuol dire che in 76 anni i Campi Flegrei si sono sollevati complessivamente di ben 4,5m, raggiungendo la quota più alta degli ultimi 400 anni.
𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐒𝐌𝐈𝐂𝐈𝐓A"
I terremoti ai Campib Flegrei sono iniziati a diventare rilevanti a partire dalla crisi degli anni 70' che causò i primi danni e feriti, per poi esplodere in quella degli anni 80', quando furono raggiunte magnitudo di poco superiore a 4, fino a raggiungere un nuovo record in quella in corso ancora oggi. La sismicità della crisi iniziata nel 2005 si è intensificata progressivamente prima di aumentare in modo netto intorno al 2019-2020. I primi terremoti di M≥4 sono avvenuti solo nell'autunno del 2023, ma da quel momento sono diventati quasi di routine. In poco più di due anni ne sono stati registrati ben 11, tra cui troviamo ben due eventi di M 4.6 e uno di M 4.7.
Il terremoto di M 4.7 di venerdì è in assoluto il più energetico mai registrato ai Campi Flegrei da quando il vulcano viene monitorato. Probabilmente anche il più forte dalla fine della crisi sismica del 1580 che fece seguito alla fine dell'eruzione del 1538. Questo perché, come dicevamo prima, la sismicità dei Campi Flegrei c'è solo in fase di sollevamento e negli ultimi 400 anni non ce ne sono state altre.
𝐂𝐈 𝐃𝐎𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐀𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐒𝐂𝐎𝐒𝐒𝐄?
Indubbiamente sì. Fino a quando il suolo continuerà a salire possiamo essere certi che la sismicità proseguirà. Come abbiamo visto di recente, periodi più tranquilli (come questo autunno) si alterneranno ad altri più dinamici (come febbraio-marzo 2025), ma le scosse ci saranno comunque.
E se il suolo tornasse a scendere? In quel caso ci potremmo aspettare la fine della sismicità fino alla successiva fase ascendente. Chiariamo una cosa però: per dare i suoi frutti, questa ipotetica subsidenza dovrebbe durare svariati mesi (se non anni), non basta una variazione giornaliera o settimanale per cambiare le dinamiche generali delle strutture tettoniche di una caldera.
𝐂'È 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐂𝐎𝐒𝐒𝐀 𝐏𝐈U' 𝐅𝐎𝐑𝐓𝐄?
Purtroppo sì, ma in linea teorica non *troppo* più forte. La magnitudo dipende dalla dimensione della rottura della faglia. Più grande è la faglia, più può essere estesa la rottura e quindi alta la magnitudo. Secondo alcune ricerche ai CF le strutture capaci di generare terremoti non sono grandissime, per cui la magnitudo massima attesa dal punto di vista teorico con i dati attuali è di poco superiore a 5. Per avere eventi più forti si dovrebbero rompere più strutture simultaneamente, ed è uno scenario poco probabile.
𝐐𝐔𝐀𝐋 È 𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐔𝐒𝐀 𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐋𝐄𝐕𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎?
Il dibattito è ancora aperto. Il motore principale sembra essere la massiccia risalita di gas e fluidi ad alta temperatura e pressione provenienti dalla camera magmatica profonda (8+ km). Durante la loro ascesa, una parte di loro si accumula a 4 km di profondità al di sotto di uno strato impermeabile di roccia, una sorta di "tappo" che separa il sistema magmatico profondo da quello idrotermale più superficiale.
Questo accumulo causa già da solo una parte della deformazione: la crosta intorno si scalda, si dilata, si frattura, si deforma. Ma pian piano i fluidi e i gas riescono comunque a risalire attraverso piccole fratture fino a raggiungere quello che è il sistema idrotermale (0-3 km), che a sua volta si riscalda, si pressurizza, si espande e deforma la crosta circostante e quindi causa altro sollevamento. E quando la crosta si deforma, accumula stress, si frattura: ed ecco che compaiono i terremoti.
Ovviamente questa è una semplificazione generale del fenomeno, il post è già lunghissimo e non possiamo scendere in dettagli troppo approfonditi. Tenete a mente però che la risalita di fluidi gioca un ruolo importante nell'attività sismica flegrea, soprattutto nella zona Solfatara-Pisciarelli-Monte Olibano.
𝐐𝐔𝐈𝐍𝐃𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐂'È 𝐌𝐀𝐆𝐌𝐀?
Non lo sappiamo con certezza. Sempre più ricerche negli ultimi anni stanno ipotizzando che nel processo che vi ho descritto poco fa potrebbe giocare un ruolo più diretto anche il magma. Nel corso dei decenni potrebbero essersi intruse anche piccole quantità di magma a profondità comprese tra 4 e 7km, dove sono rimaste a degassare.
C'è comunque un generale accordo sul fatto che se queste risalite ci sono effettivamente state, hanno coinvolto volumi molto piccoli di magma. Questi sill (intrusioni lineari) ipotizzati non hanno ancora i volumi e le pressioni sufficienti per risalire e innescare un'eruzione.
Le recenti simulazioni più pessimistiche ipotizzano che potrebbero esserci tra i 100 e i 230 milioni di metri cubi di magma accumulati intorno ai 4-7km. Sembrano molti vero? In realtà sono LA METÀ di quelli che sono stati necessari ad innescare l'eruzione del 1538. Per innescare un'eruzione non basta che il magma si accumuli da qualche parte, ma servono anche volumi, temperature e pressioni sufficienti per far partire un dicco che lo trasporti fino in superficie, altrimenti non ce la fa fisicamente.
𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐈' 𝐎 𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐎?
Visti i volumi esigui in gioco, possiamo escludere un'eruzione magmatica nel breve periodo (ore-giorni), ma non quella a lungo periodo (anni-decenni). I Campi Flegrei sono un vulcano attivo che prima o poi erutterà sicuramente, possiamo solo sperare che il processo di ricarica richieda ancora molti decenni o secoli prima dell'inevitabile. In ogni caso prima di un'eruzione ci aspettiamo di vedere dei precursori nettamente più importanti, sulla falsariga di quelli avuti prima dell'eruzione del 1538 che, seppur durati oltre 100 anni, hanno subito una drastica accelerazione nelle settimane precedenti l'inizio dell'attività eruttiva.
𝐋𝐄 𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐅𝐑𝐄𝐀𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄
Se possiamo escludere con un certo livello di confidenza un'eruzione magmatica a breve termine, lo stesso non si può fare con un'eruzione freatica, ovvero un evento esplosivo improvviso più localizzato in cui NON viene coinvolto magma, ma solo acqua e vapore.
Questi rari eventi esplosivi avvengono quando i sistemi idrotermali si scaldano, si pressurizzano o subiscono delle repentine variazioni. Sono particolarmente insidiosi perché non vengono preceduti quasi mai da precursori significativi. Nella storia recente dei Campi Flegrei non si hanno molte notizie di possibili esplosioni freatiche, se non una molto controversa che potrebbe risalire al 1198. Questo vuol dire che si tratta di eventi MOLTO rari e poco probabili, seppur sempre possibili.
𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐄𝐕𝐎𝐋𝐕𝐄𝐑A' 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐈?
Impossibile fare previsioni. L'unrest in corso da oltre 20 anni può sia terminare all'improvviso come già accaduto negli anni '50, '70 e '80, che proseguire ad oltranza fino a culminare con un'eruzione come nel 1538. Il monitoraggio in questa fase è fondamentale. Su questo siamo fortunati perché l'INGV è un istituto all'avanguardia, uno dei migliori al mondo. Migliaia di ricercatori (italiani e non) hanno sacrificato un'intera vita per studiarlo e ce la stanno mettendo tutta per intercettare anche il minimo cambiamento.






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