Pagine

lunedì 17 marzo 2025

Il Serapeo sentinella del bradisismo

  

Serapeo di Pozzuoli - Napoli 

Il Macellum di Pozzuoli, o Tempio di Serapide, è un sito archeologico ma anche un “simbolo” e indicatore scientifico del bradisismo nei Campi Flegrei. I fori prodotti dai molluschi marini permettono di ricostruire l'innalzamento e l'abbassamento del suolo negli ultimi due millenni anni, fornendo dati cruciali per studiare questo fenomeno vulcanico che oggi impatta sulla vita di centinaia di migliaia di persone.

  

Andamento degli spostamenti verticali del suolo in corrispondenza del Tempio di Serapide di Pozzuoli negli ultimi due millenni. Credit: INGV

Nel grafico vediamo l'andamento degli spostamenti verticali del suolo in corrispondenza del Tempio di Serapide di Pozzuoli negli ultimi due millenni. Si evidenzia poi in un secondo grafico il dettaglio degli ultimi 120 anni.

Ci concentriamo sul bradisisma come sollevamento del suolo, anche l’abbassamento è chiamato bradisisma, ma nella percezione popolare non lo è perché non genera terremoti.

Si nota che nei Campi Flegrei il bradisisma ascendente c’è stato soltanto in due limitate epoche storiche: 

dal 1430 al 1538, fase che terminò con l' eruzione di Monte Nuovo del 1538; e dal 1950 ad oggi, dove però notiamo che la salita è meno rapida e vi sono fasi di innalzamento e abbassamento del suolo.


https://www.guidesolfatara.com 


 

Campi Flegrei 

 

Fumarole della Solfatara di Pozzuoli 

sabato 1 marzo 2025

il Vesuvio svela i suoi segreti

 



Come si è vetrificato il cervello di un ercolanese, vittima dell’eruzione del Vesuvio del 79 dC. Il mistero è stato risolto da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo Guido Giordano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre. 

A chiarirlo è lo stesso Guido Giordano: «Quello che si sapeva finora con certezza è che questo materiale è di origini organiche e che aveva l'apparenza di un vetro, quindi ipotesi da osservazioni superficiali. La grande scoperta è che quelli non sono soltanto dei pezzettini di un cervello fossilizzato in senso generale, ma che hanno subito un processo di vetrificazione. Esistono tanti resti di cervello che si trovano in vari luoghi del mondo, ma la conservazione, al di sotto di suoli, di rocce, dentro tombe, è di varia natura, come la saponificazione o l’acidificazione, ma mai per vetrificazione.

Il motivo è ovvio, perché un materiale organico, un cervello che è pieno di acqua, a temperatura ambiente, è morbido, cioè soffice. Per arrivare alla vetrificazione abbiamo bisogno di due processi, il primo è un rapido riscaldamento, come se mettessimo del materiale in forno ad alte temperature e noi sappiamo che ci mette un po' prima di cuocersi, prima di carbonizzarsi, prima di ridursi in cenere. Noi associamo a questo passaggio alla nuvola chiamata Ash Cloud, nuvola di cenere, probabilmente per un ordine di tempo di qualche minuto, 5 minuti, 10 minuti, non di più, quindi breve a sufficienza da sollevare la temperatura di questo materiale, ma non distruggerlo completamente.

Quando invece l'evento di riscaldamento passa, il materiale rimane esposto all'aria e a quel punto la temperatura improvvisamente ritorna a quella ambientale; durante questo processo di raffreddamento possiamo avere la trasformazione in vetro. Ovviamente abbiamo potuto documentarlo con i nostri strumenti all’Università di Roma Tre, e abbiamo trovato anche esattamente la temperatura a cui questo processo è avvenuto, 510 gradi.

C'è ancora tanto da studiare e da approfondire sulle strutture neuronali. Sicuramente un aspetto importante è il fatto che, comprendendo meglio come funzionano le nuvole di cenere, possiamo aiutare gli studi di pericolosità vulcanica per un’area: il Vesuvio per esempio, o i Campi Flegrei».

www.guidevesuvio.com

venerdì 22 novembre 2024

I Campi Flegrei

   



I Campi Flegrei, sono una zona a ovest di Napoli, e rappresentano uno dei complessi vulcanici più affascinanti del pianeta. Questa vasta caldera, formatasi circa 39.000 anni fa in seguito all'eruzione del Tufo Giallo Napoletano, è un laboratorio a cielo aperto per vulcanologi, geologi e appassionati di scienza di tutti i tempi e di tutto il mondo.  

La Solfatara di Pozzuoli è uno dei tanti crateri del supervulcano dei Campi Flegrei. Questo cratere celebre per le sue fumarole, è una finestra affacciata sul cuore della Terra, offrendo una visione straordinaria e diretta dei processi vulcanici sotterrane.

 La Solfatara un tempo uno dei luoghi più visitati della regione,  è chiusa al pubblico dal 2017 a seguito di un tragico incidente. Ma nonostante la chiusura, la Solfatara continua a rappresentare un’importante risorsa per la ricerca. Le attività di monitoraggio e studio dei gas emessi dalle fumarole proseguono grazie agli studi condotti dall’Osservatorio Vesuviano, parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che tiene sotto controllo i segnali di attività del  supervulcano dei Campi Flegrei.

sabato 16 novembre 2024

Flamenco

 



Con parola “flamenco” immediatamente si sentono vibrare dentro di noi tutte le corde della passione che questa arte riesce a trasmettere. Il suo valore non solo artistico ma anche culturale è stato riconosciuto dall’UNESCO che, il 16 novembre 2010, lo ha dichiarato “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Ovviamente non è un riconoscimento casuale, l’arte del flamenco affonda le sue radici nelle tradizioni gitane della fine del Settecento. Fu allora, infatti, che nella regione spagnola dell’Andalusia i gitani iniziarono a esprimere le loro emozioni cantando e ballando accompagnandosi solo dal ritmo dei piedi battuti sul terreno o delle mani sul tavolo. Ma fu solo verso la metà dell’Ottocento, grazie alla diffusione dei cafés cantantes, che il flamenco uscì dalla dimensione intima e ristretta gitana per diffondersi largamente ed evolversi come forma di arte e spettacolo. Sempre nell’800, precisamente nel 1847 a Siviglia, venne introdotta per la prima volta la chitarra come accompagnamento al baile e al cante. Ormai diventato una forma di spettacolo, il flamenco si evolve perdendo quella dimensione così privata e profondamente intima da cui era nato, e sia il cante che il baile subiscono le influenze di altre forme d’arte: il modo di danzare si avvicina alla danza classica grazie anche al diffondersi di alcuni suoi stili nei saloni aristocratici, tutto diventa più coreografico e si dà maggiore importanza anche alle scenografie. Tuttavia, anche uscendo da quella ristretta dimensione gitana, il flamenco non ha mai perso il suo duende, ossia lo spirito passionale con cui viene messo in scena dai suoi interpreti. Resta infatti essenziale, nel flamenco, la forza con cui i suoi interpreti più bravi, in particolar modo nel ballo, attraverso il modo di esprimersi sul palco trascinano il pubblico in un vortice di emozioni, ovvero nell’essenza del significato della parola “duende” nonché nell’essenza del flamenco stesso che, in tal modo, torna nella sfera intima delle emozioni personali da cui è nato.


martedì 12 novembre 2024

Arte y Pasiòn




moda e flamenco in una sfilata firmata Enfasi Gioielli. Sabato 16 novembre, ore 17.30 - Piazza Nicola Amore 6 - Napoli

In occasione della Giornata Mondiale del Flamenco, Enfasi Gioielli azienda di gioielli artigianali dalla forte impronta partenopea, presenta le sue 9 nuove collezioni in argento con dettagli in oro, frutto di una sapiente lavorazione manuale e di una creatività pensata per esaltare la bellezza di ogni donna nella sua diversità, unicità e carisma.

L’evento, “Arte y Pasiòn”, un connubio tra moda, artigianato, musica e danza, avrà luogo sabato 16 novembre alle 17.30 a Piazza Nicola Amore 6 (interno galleria), prevede una sfilata di gioielli, performance di flamenco e dj-set d’atmosfera. Sarà presentato da Ettore Dimitroff e seguito dalle telecamere di In Città, format televisivo condotto dalla giornalista Lorenza Licenziati.

Le nuove collezioni Enfasi Gioielli sono: Sinuosa, espressione di seduzione e ciclicità cosmica; Alta Marea, creata per raccontare lo stile ricco e potente come il mare avvolto da mistero e vita; Torcion, simbolo di armonia ed energia intrecciata, Rosa Astratta, un omaggio alla personalità e alla freschezza; Perle, per donne di classe e stile irresistibile; Flowers, delicatezza e bellezza romantica; Vibrazioni, energia dirompente e anima indomabile; Briolet, una linea ispirata alla maestosità della natura, Pasiòn, creazione artigianale ispirata alla passionalità e alle linee estetiche dell flamenco. Gioielli cardine della linea Pasión sono la Bailaora e il Ventaglio: il primo è il simbolo della danza flamenca e della passione che contraddistingue quest’arte; il ventaglio è accessorio ormai di uso comune ma cela un linguaggio comunicativo segreto.

<<Amo le condivisioni – racconta Salvatore Gillini, jewel designer di Enfasi Gioielli – e ogni anno per la sfilata delle nuove collezioni punto sull’intreccio delle arti per dar voce a una creatività diffusa. Quest’anno Enfasi sposa l’arte andalusa grazie alla collaborazione con Elckjaer Franco Bono, esponente di spicco del flamenco partenopeo>>.

Sarà Elckjaer ad “aprire le danze” dopo il cocktail di benvenuto con un’opera classica spagnola, La Carmen di Bizet: una piccola suite tratta da una delle opere più note della lirica mondiale. Seguirà la sfilata della nuove collezioni Enfasi Gioielli; e ancora, altre due esibizioni di Flamenco: Las Sevillanas, un pezzo di pura danza andalusa proposta in chiave napoletana sulle note di Nando Citarella (I Tamburi del Vesuvio) e altre coreografie di fusione per creare un piccolo viaggio nel mondo del flamenco che partendo dalla musica classica passa attraverso la danza pura, per approdare nella contaminazione musicale. www.flamenconfusion.com

La serata sarà ricca di ulteriori esibizioni: Tommaso Pezzella – in arte Inés Rodriguez – attraverso un baule che si porta dietro, racconta il mondo al femminile e lo fa anche attraverso il flamenco e la Spagna; l’artista poliedrica Bea Ribe Escudero, pittrice, soprano e violoncellista jazz che accompagnerà con la sua voce la Franco Bono nella suite tratta dalla Carmen. Ospite della serata il giornalista sportivo Gianluca Gifuni che ci racconterà della sua passione per il collezionismo di stadi in miniatura e tanti aneddoti sullo sport. A lui, per l’occasione Salvatori Gillini dedicherà la collezione Stadio Maradona, una linea di gioielli in argento, collane, bracciali e portachiavi che prendono spunto dalle forme dello stadio, luogo simbolo dello sport ma anche della musica e dello stare insieme. Nel corso della serata la maestra di flamenco Julia Garcia Jimenez riceverà un premio alla carriera: un prezioso cadeau di Enfasi, delle nacchere in argento che portano il suo nome. Infine, come da tradizione, i partecipanti avranno la possibilità di vincere un gioiello della nuova collezione grazie a un’estrazione speciale.

Special thanks The Fashion Dance e Caterina Castiello.

Ingresso Libero

lunedì 5 agosto 2024

Anfiteatro campano

 



Altera Roma la chiamò Cicerone, l'altra Roma. L'antica Capua, città osca, poi etrusca, sannita e infine romana, tra le più grandi dell'Italia antica solo dopo l'unità d'Italia divenne Santa Maria Capua Vetere.

L'Anfiteatro campano, per importanza e dimensioni, è secondo solo al Colosseo, è circondato da uno spazio verde che include altre testimonianze della città romana: l'anfiteatro repubblicano, primo anfiteatro romano in muratura; l'edificio ottagonale di età imperiale e il portico ellittico che circondava l'anfiteatro imperiale. 

Costruito in età flavia, come si diceva su modello del Colosseo, a cavallo tra il I e II secolo dopo Cristo, per volere dell'imperatore Adriano venne restaurato e decorato con colonne e statue e poi inaugurato da suo figlio Antonino Pio. Ha pianta ellittica; 177x139m i due assi, si sviluppava su quattro piani ed aveva un'altezza complessiva di 46m tutti di ordine tuscanico. Ottanta arcate di travertino e le chiavi d'arco custodivano 240 busti di divinità. 

Poi l'Altera Roma conobbe un continuo e irrefrenabile declino. L'anfiteatro fu distrutto prima dai Vandali di Genserico e poi, durante la guerra di successione del Ducato di Benevento dell'841, dai Saraceni che rasero al suolo la città. Iniziò il saccheggio fino a diventare cava di marmo e di materiali per la costruzione del Duomo, del campanile e di tanti palazzi della Nuova Capua, sorta a Casilinum l'antico porto fluviale dell'antica Capua, quella dove trovarono riparo e ripartirono gli abitanti fuggiti alle devastazioni. L'opera di depredazione fu devastante: si spezzarono i grandi massi per asportare il bronzo e il piombo che li univa e si usarono le pietre più piccole per pavimentare strade.

www.guidecampania.com

sabato 27 luglio 2024

Appia Regina Viarum

 


La Via Appia entra nel Patrimonio mondiale dell'umanità. L'iscrizione nella lista Unesco è stata deliberata, oggi 27 luglio 2024 nella 46esima sessione del Comitato del Patrimonio mondiale, riunito a Nuova Delhi in India.

La via Appia detta dai Latini "Regina Viarum" diventa così il 60esimo sito italiano riconosciuto dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura. Si tratta della prima candidatura promossa direttamente dal ministero della Cultura ed è il frutto di un lavoro di squadra che ha visto il coinvolgimento di diverse istituzioni: 4 Regioni (Lazio, Campania, Basilicata e Puglia), 13 Città metropolitane e Province, 74 Comuni, 14 Parchi, 25 Università, numerosissime rappresentanze delle comunità territoriali, nonché il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra della Santa Sede.

www.guidecampania.com