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venerdì 4 settembre 2026

Festival della storia


A S Maria CV, il Centro Regionale di Incremento Ippico ospiterà la IV Edizione del "Festival della Storia", un appuntamento a ingresso gratuito che si terrà sabato 12 e domenica 13 settembre 2026 dalle ore 17:30 alle ore 22:30.

L’iniziativa si propone di valorizzare un Istituto fondamentale per la città e la sua storica tradizione equina, parte integrante dell'identità sammaritana e di rievocare un periodo storico di grande splendore, avvicinando i partecipanti alla conoscenza delle proprie radici attraverso il gioco e lo svago.

La rievocazione renderà infatti omaggio a una figura chiave della storia locale e meridionale: Roberto d’Angiò, futuro Re di Napoli, nato proprio a Santa Maria Capua Vetere nel 1278 nell'allora Torre di Sant'Erasmo (situata sull'attuale cortile del Museo dell'Antica Capua). Il festival farà rivivere la magia del Medioevo grazie alla partecipazione di prestigiosi gruppi storici provenienti da tutta la Regione Campania.

All'interno del villaggio medievale, i visitatori potranno immergersi in un'atmosfera d'altri tempi grazie a un ricco palinsesto di attività e spettacoli:

  • Vita da campo e combattimenti: accampamento militare, didattica e duelli di scherma medievale a cura de La Compagnia della Rosa e della Spada;
  • Spettacoli e animazione: le esibizioni degli Sbandieratori Città de la Cava, i giochi di fuoco di Giullar Leo, le acrobazie di Kirion;
  • Musica e canti d'epoca: le atmosfere sonore curate da La Compagnia del Cervo Bianco e da I Menestrelli del Borgo;.
  • Falconeria: esposizione di rapaci e spettacolari dimostrazioni di volo con i Falconieri dell’Irno;

Il programma sarà ulteriormente arricchito da un mercatino medievale, da dimostrazioni dal vivo di antichi mestieri e da rappresentazioni teatrali a tema, attività interamente coordinate dall'associazione Artando, che curerà anche lo spazio ludico-didattico.

Sarà inoltre attiva un'area ristoro con stand enogastronomici dedicati all'esposizione e alla degustazione dei prodotti tipici campani.

www.guidecampania.com

martedì 1 settembre 2026

Terra Sonans



A Santa Maria Capua Vetere, sei concerti con artisti internazionali dal 9 al 13 settembre

“Terra Sonans – Arte, Cultura e Vox Populi” è un viaggio musicale, ideato e diretto da Enzo Avitabile, che attraversa continenti e tradizioni, storie e culture. Dal 9 al 13 settembre 2026, il festival promosso e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec – Società Campana Beni Culturali con Fondi di Coesione Italia 21–27, nell’ambito delle azioni di valorizzazione del patrimonio Unesco e Itinerari Culturali della Campania - e prodotto da Black Tarantella in collaborazione con il Ministero della Cultura, Direzione regionale Musei nazionali Campania e Comune di Santa Maria Capua Vetere, presenta 6 concerti ad ingresso gratuito, con grandi artisti internazionali.

Tra gli ospiti attesi al festival: la statunitense Dee Bridgewater, i maliani Salif Keïta e Rokia Traoré, il norvegese Jan Garbarek con l’indiano Trilok Gurtu, gli iraniani Kayhan Kalhor, Kiya Tabassian e Niloufar Mohseni, oltre allo stesso Enzo Avitabile protagonista di un inedito progetto live insieme a Daby Touré, cantante e musicista mauritano naturalizzato francese.

Tutti i concerti  si terranno nella  suggestiva cornice dell'Anfiteatro Campano e sono ingresso gratuito ma con prenotazione obbligatoria su Eventbrite.


Prenotazione:

https://www.eventbrite.com/cc/terra-sonans-arte-cultura-e-vox-populi-4866124?fbclid=IwT01FWAUE4x5wZG9mBWV4dG4DYWVtAjEwAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHvyj8dxz22wV1t0NFQPLrCY5_RuSY-gcao5dN_qt6UJUmdktLqjRcYPvF3Y9_aem_TvTqWY_P0BkGArYJN7LL7w


Per informazioni e contatti: 

info@terrasonans.it







martedì 18 agosto 2026

Parco Nazionale del Vesuvio

 


www.guidevesuio.com

Il Parco nazionale del Vesuvio è un parco nazionale istituito il 5 giugno 1995 per il grande interesse geologico, biologico e storico che il suo territorio rappresenta. Il parco si sviluppa attorno al complesso vulcanico Somma-Vesuvio e la sede è situata nel comune di Ottaviano, nella città metropolitana di Napoli. Il Parco Nazionale del Vesuvio nasce ufficialmente il 5 giugno 1995 per conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri idraulici e idrogeologici e gli equilibri ecologici del territorio vesuviano.

La nascita del complesso vulcanico Somma-Vesuvio si fa risalire ad oltre 400.000 anni fa (datazione effettuata sui più antichi depositi vulcanici sottomarini raccolti con perforazioni profonde), benché le informazioni più certe riguardino solamente gli ultimi 25.000 anni. La storia vulcanica viene solitamente suddivisa in tre periodi principali.

Dalle origini all’eruzione del 79 d.C., periodo in cui si formò l’antico vulcano, il Monte Somma, che successivamente fu demolito da una serie di eruzioni esplosive molto antiche (tra 17.000 e 4.000 anni fa).

Dal 79 d.C. al 1631. Nel 79 d.C. l’eruzione violentissima che seppellì sotto alcuni metri di ceneri bollenti e colate di fango le città di Pompei, Oplonti, Ercolano e Stabia, e che fu seguita da diverse eruzioni nei secoli a venire.

Dal 1631 ad oggi. Nel 1631 un’altra violenta eruzione aprì una nuova fase di attività persistente del vulcano, caratterizzata da numerose eruzioni, molte delle quali di tipo prevalentemente effusivo. Nel 1944 l’ultima eruzione, che fece entrare il Vesuvio nell’attuale fase di “riposo attivo”.

Il Vesuvio, unico vulcano attivo dell’Europa continentale, fa parte di una vasta area vulcanica che si è originata circa 2 milioni di anni fa, durante le fasi tettoniche connesse all’apertura del bacino tirrenico e all’assestamento della catena appenninica; l’attuale forma del vulcano è il risultato del continuo susseguirsi, negli ultimi 25.000 anni, di eruzioni esplosive ed effusive.

Questi eventi hanno in parte demolito il vulcano più antico, il Monte Somma, all’interno del quale si è originato il Gran Cono del Vesuvio: l’insieme dei due edifici vulcanici prende il nome di complesso vulcanico Somma - Vesuvio.

Il Vesuvio ha una tipica forma tronco-conica il cui punto più alto raggiunge i 1.277 m s.l.m. Il cratere ha attualmente un diametro di 450 m ed una profondità di 300 m. Alla base del cratere e all’interno della caldera del Somma si trovano diverse bocche eruttive, dalle quali sono fuoriuscite molte delle colate laviche di epoca storica, a partire dal tra il 1631 fino all’ultima eruzione del 1944.

Attualmente sul Gran Cono del Vesuvio sono presenti piccole fumarole, segno del suo stato di “riposo attivo” quiescenza

Un'ulteriore singolarità di questo Parco è rappresentata dalla notevole presenza di specie floristiche e faunistiche in rapporto alla sua ridotta estensione: sono presenti ben 612 specie appartenenti al mondo vegetale e 227 specie (tra quelle studiate) appartenenti a quello animale. Tra i mammiferi, sono presenti volpi, faine, moscardini, topi quercini e altri piccoli roditori. Tra le specie attualmente estinte sono da segnalare il gatto selvatico europeo e il tasso. 

Il Parco include e si sviluppa attorno al Vesuvio. Esso rappresenta il tipico esempio di vulcano a recinto, costituito da un cono esterno tronco, il Monte Somma, (oggi spento e con una cinta craterica in buona parte demolita) entro il quale si trova un cono più piccolo (che rappresenta il Vesuvio, ancora attivo). Il territorio è prevalentemente rappresentato da macchia mediterranea.


domenica 16 agosto 2026

17 agosto pirotecnico all'Anfiteatro campano

 



La Direzione regionale Musei nazionali della Campania e la Direzione dell'Anfiteatro Campano informano che le celebrazioni dedicate alla Santissima Vergine Assunta in Cielo e a San Simmaco Vescovo prevedono per lunedì 17 agosto il tradizionale spettacolo piromusicale all'Anfiteatro Campano, uno degli appuntamenti più attesi e rappresentativi dell'estate sammaritana, in programma alle ore 23. 

L'iniziativa è promossa dal Comune di Santa Maria Capua Vetere e dal Comitato Festeggiamenti in collaborazione con la Direzione regionale Musei nazionali della Campania insieme alla Direzione dell'Anfiteatro Campano, del Museo archeologico nazionale dell'antica Capua e del Mitreo. Per il terzo anno consecutivo il monumento farà da straordinaria scenografia a uno spettacolo che unirà musica e fuochi d'artificio in una perfetta sincronizzazione. Luci, colori e melodie trasformeranno l'Anfiteatro in un palcoscenico suggestivo, attraverso una narrazione emozionale capace di coinvolgere spettatori di ogni età.

venerdì 7 agosto 2026

Pomigliano Jazz 2026


Pomigliano Jazz Cinque appuntamenti, cinque luoghi straordinari.

Dal 30 agosto al 12 settembre la XXXI edizione di Pomigliano Jazz in Campania entra nel vivo, dal Cratere del Vesuvio alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile, fino all’Anfiteatro Romano di Avella 

Il programma 

  • 30 agosto | Raiz & Solis String Quartet — Chi tene ’o mare | Cratere del Vesuvio, live al tramonto

  • 2 settembre | Danilo Rea — Sakamoto & Me | Basiliche Paleocristiane di Cimitile | In apertura: Marco De Falco & Alessandro Tedesco

  • 3 settembre | Stefano Di Battista Quintet — La Dolce Vita | Basiliche Paleocristiane di Cimitile | In apertura: Agora Tá

  • 6 settembre | Maurizio de Giovanni e Marco Zurzolo — Canzoni per Ricciardi | Vesuvio, Antica Strada Matrone | In apertura: Marco De Falco

  • 12 settembre | Billy Cobham — Time Machine | Anfiteatro Romano di Avella | In apertura: Claudio Romano

mercoledì 5 agosto 2026

La grande crisi bradisismica dei Campi Flegrei

 



Il forte terremoto del 31!luglio con Magnitudo 4.7 ha riacceso dubbi e timori sullo stato dei Campi Flegrei. C'è il rischio di un'eruzione? Ci dobbiamo aspettare altre scosse? Ecco cosa sappiamo su quella che è a tutti gli effetti la crisi bradisismica più intensa della storia recente del vulcano.

𝐈𝐋 𝐁𝐑𝐀𝐃𝐈𝐒𝐈𝐒𝐌𝐎

La sismicità dei Campi Flegrei è legata al fenomeno del bradisismo, un ciclico processo di sollevamento e abbassamento della caldera che va avanti da migliaia di anni. Nella fase attiva di sollevamento, i terremoti aumentano progressivamente di numero e intensità. Al contrario nelle fasi di subsidenza la sismicità si riduce drasticamente fino a cessare quasi completamente.

Le ricerche più recenti sostengono che negli ultimi 2.000 anni la caldera ha attraversato 5 episodi di sollevamento, riassumibili in due macro-periodi distinti. Il primo periodo è iniziato intorno al 1430 ed è terminato poco più di cento anni dopo con l'unica eruzione storica dei Campi Flegrei, quella di Monte Nuovo del 1538. 

Il secondo periodo, quello più recente, è suddiviso in quattro brevi episodi distinti: dopo oltre 400 anni di subsidenza, i Campi Flegrei sono tornati a sollevarsi per la prima volta nel 1950-52, seguiti poco dopo da un'altra fase ascendente nel 1969-72, da quella più nota del 1982-84 e infine da quella più lenta ma costante in cui ci troviamo ancora oggi iniziata nel lontano 2005.

Le ricerche degli ultimi anni ipotizzano che questi quattro episodi siano in realtà figli di un unico lungo processo di unrest (agitazione) alternato da brevi pause. Questo non vuol dire che abbiano avuto tutti la stessa dinamica evolutiva, ma che in sostanza potrebbero condividere una causa profonda comune. Non possiamo escludere che anche la fase ascendente del 1430-1538 sia stata episodica, ma noi che la osserviamo indirettamente dalle fonti scritte, archeologiche e geologiche, facciamo fatica a distinguere variazioni così limitate nello spazio e nel tempo.

Ognuno di questi episodi è stato accompagnato da un aumento significativo della sismicità e il perché è presto detto: nel periodo compreso tra il 1950 e il 1984, la caldera si è sollevata in totale di 3,8 m. Poi dal 1985 al 2004 abbiamo avuto una timida subsidenza di circa 1 m, prima che dal 2005 ad oggi accumulassimo altri 1,7m di sollevamento. Questo vuol dire che in 76 anni i Campi Flegrei si sono sollevati complessivamente di ben 4,5m, raggiungendo la quota più alta degli ultimi 400 anni.

𝐋𝐀 𝐒𝐈𝐒𝐌𝐈𝐂𝐈𝐓A"

I terremoti ai Campib Flegrei sono iniziati a diventare rilevanti a partire dalla crisi degli anni 70' che causò i primi danni e feriti, per poi esplodere in quella degli anni 80', quando furono raggiunte magnitudo di poco superiore a 4, fino a raggiungere un nuovo record in quella in corso ancora oggi. La sismicità della crisi iniziata nel 2005 si è intensificata progressivamente prima di aumentare in modo netto intorno al 2019-2020. I primi terremoti di M≥4 sono avvenuti solo nell'autunno del 2023, ma da quel momento sono diventati quasi di routine. In poco più di due anni ne sono stati registrati ben 11, tra cui troviamo ben due eventi di M 4.6 e uno di M 4.7. 

Il terremoto di M 4.7 di venerdì è in assoluto il più energetico mai registrato ai Campi Flegrei da quando il vulcano viene monitorato. Probabilmente anche il più forte dalla fine della crisi sismica del 1580 che fece seguito alla fine dell'eruzione del 1538. Questo perché, come dicevamo prima, la sismicità dei Campi Flegrei c'è solo in fase di sollevamento e negli ultimi 400 anni non ce ne sono state altre.

𝐂𝐈 𝐃𝐎𝐁𝐁𝐈𝐀𝐌𝐎 𝐀𝐒𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀𝐑𝐄 𝐀𝐋𝐓𝐑𝐄 𝐒𝐂𝐎𝐒𝐒𝐄?

Indubbiamente sì. Fino a quando il suolo continuerà a salire possiamo essere certi che la sismicità proseguirà. Come abbiamo visto di recente, periodi più tranquilli (come questo autunno) si alterneranno ad altri più dinamici (come febbraio-marzo 2025), ma le scosse ci saranno comunque.

E se il suolo tornasse a scendere? In quel caso ci potremmo aspettare la fine della sismicità fino alla successiva fase ascendente. Chiariamo una cosa però: per dare i suoi frutti, questa ipotetica subsidenza dovrebbe durare svariati mesi (se non anni), non basta una variazione giornaliera o settimanale per cambiare le dinamiche generali delle strutture tettoniche di una caldera.

𝐂'È 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐒𝐂𝐇𝐈𝐎 𝐃𝐈 𝐔𝐍𝐀 𝐒𝐂𝐎𝐒𝐒𝐀 𝐏𝐈U' 𝐅𝐎𝐑𝐓𝐄?

Purtroppo sì, ma in linea teorica non *troppo* più forte. La magnitudo dipende dalla dimensione della rottura della faglia. Più grande è la faglia, più può essere estesa la rottura e quindi alta la magnitudo. Secondo alcune ricerche ai CF le strutture capaci di generare terremoti non sono grandissime, per cui la magnitudo massima attesa dal punto di vista teorico con i dati attuali è di poco superiore a 5. Per avere eventi più forti si dovrebbero rompere più strutture simultaneamente, ed è uno scenario poco probabile.

𝐐𝐔𝐀𝐋 È 𝐋𝐀 𝐂𝐀𝐔𝐒𝐀 𝐃𝐈 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐎 𝐒𝐎𝐋𝐋𝐄𝐕𝐀𝐌𝐄𝐍𝐓𝐎?

Il dibattito è ancora aperto. Il motore principale sembra essere la massiccia risalita di gas e fluidi ad alta temperatura e pressione provenienti dalla camera magmatica profonda (8+ km). Durante la loro ascesa, una parte di loro si accumula a 4 km di profondità al di sotto di uno strato impermeabile di roccia, una sorta di "tappo" che separa il sistema magmatico profondo da quello idrotermale più superficiale.

Questo accumulo causa già da solo una parte della deformazione: la crosta intorno si scalda, si dilata, si frattura, si deforma. Ma pian piano i fluidi e i gas riescono comunque a risalire attraverso piccole fratture fino a raggiungere quello che è il sistema idrotermale (0-3 km), che a sua volta si riscalda, si pressurizza, si espande e deforma la crosta circostante e quindi causa altro sollevamento. E quando la crosta si deforma, accumula stress, si frattura: ed ecco che compaiono i terremoti.

Ovviamente questa è una semplificazione generale del fenomeno, il post è già lunghissimo e non possiamo scendere in dettagli troppo approfonditi. Tenete a mente però che la risalita di fluidi gioca un ruolo importante nell'attività sismica flegrea, soprattutto nella zona Solfatara-Pisciarelli-Monte Olibano.

𝐐𝐔𝐈𝐍𝐃𝐈 𝐍𝐎𝐍 𝐂'È 𝐌𝐀𝐆𝐌𝐀?

Non lo sappiamo con certezza. Sempre più ricerche negli ultimi anni stanno ipotizzando che nel processo che vi ho descritto poco fa potrebbe giocare un ruolo più diretto anche il magma. Nel corso dei decenni potrebbero essersi intruse anche piccole quantità di magma a profondità comprese tra 4 e 7km, dove sono rimaste a degassare. 

C'è comunque un generale accordo sul fatto che se queste risalite ci sono effettivamente state, hanno coinvolto volumi molto piccoli di magma. Questi sill (intrusioni lineari) ipotizzati non hanno ancora i volumi e le pressioni sufficienti per risalire e innescare un'eruzione.

Le recenti simulazioni più pessimistiche ipotizzano che potrebbero esserci tra i 100 e i 230 milioni di metri cubi di magma accumulati intorno ai 4-7km. Sembrano molti vero? In realtà sono LA METÀ di quelli che sono stati necessari ad innescare l'eruzione del 1538. Per innescare un'eruzione non basta che il magma si accumuli da qualche parte, ma servono anche volumi, temperature e pressioni sufficienti per far partire un dicco che lo trasporti fino in superficie, altrimenti non ce la fa fisicamente.

𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐒𝐈' 𝐎 𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐄 𝐍𝐎?

Visti i volumi esigui in gioco, possiamo escludere un'eruzione magmatica nel breve periodo (ore-giorni), ma non quella a lungo periodo (anni-decenni). I Campi Flegrei sono un vulcano attivo che prima o poi erutterà sicuramente, possiamo solo sperare che il processo di ricarica richieda ancora molti decenni o secoli prima dell'inevitabile. In ogni caso prima di un'eruzione ci aspettiamo di vedere dei precursori nettamente più importanti, sulla falsariga di quelli avuti prima dell'eruzione del 1538 che, seppur durati oltre 100 anni, hanno subito una drastica accelerazione nelle settimane precedenti l'inizio dell'attività eruttiva.

𝐋𝐄 𝐄𝐑𝐔𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐅𝐑𝐄𝐀𝐓𝐈𝐂𝐇𝐄

Se possiamo escludere con un certo livello di confidenza un'eruzione magmatica a breve termine, lo stesso non si può fare con un'eruzione freatica, ovvero un evento esplosivo improvviso più localizzato in cui NON viene coinvolto magma, ma solo acqua e vapore. 

Questi rari eventi esplosivi avvengono quando i sistemi idrotermali si scaldano, si pressurizzano o subiscono delle repentine variazioni. Sono particolarmente insidiosi perché non vengono preceduti quasi mai da precursori significativi. Nella storia recente dei Campi Flegrei non si hanno molte notizie di possibili esplosioni freatiche, se non una molto controversa che potrebbe risalire al 1198. Questo vuol dire che si tratta di eventi MOLTO rari e poco probabili, seppur sempre possibili.

𝐂𝐎𝐌𝐄 𝐄𝐕𝐎𝐋𝐕𝐄𝐑A' 𝐐𝐔𝐄𝐒𝐓𝐀 𝐂𝐑𝐈𝐒𝐈?

Impossibile fare previsioni. L'unrest in corso da oltre 20 anni può sia terminare all'improvviso come già accaduto negli anni '50, '70 e '80, che proseguire ad oltranza fino a culminare con un'eruzione come nel 1538. Il monitoraggio in questa fase è fondamentale. Su questo siamo fortunati perché l'INGV è un istituto all'avanguardia, uno dei migliori al mondo. Migliaia di ricercatori (italiani e non) hanno sacrificato un'intera vita per studiarlo e ce la stanno mettendo tutta per intercettare anche il minimo cambiamento.

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martedì 14 luglio 2026

Mr Plinio, AI assistant al Parco nazionale del Vesuvio

 


Dal 7 al 9 luglio, il Monastero dei Benedettini di San Nicolò l'Arena ha accolto ricercatori, studiosi e professionisti provenienti da tutta Italia e dall'estero, offrendo un'importante occasione di confronto sui principali temi della vulcanologia contemporanea. Le sessioni scientifiche hanno approfondito argomenti legati al monitoraggio dei vulcani, alla gestione dei rischi naturali, alla comunicazione del rischio, alle emergenze e alla divulgazione scientifica.

Anche il Parco Nazionale del Vesuvio ha preso parte alla conferenza, presentando il poster scientifico dal titolo:

"AI-Based Risk Communication and Conscious Tourism Development in Volcanic Areas: The Case of Mr Plinio, the AI Assistant of Vesuvius National Park".

Il contributo ha illustrato l'esperienza di Mr Plinio, l'assistente virtuale basato sull'intelligenza artificiale sviluppato dal Parco per migliorare la comunicazione con i visitatori, favorire una fruizione più consapevole del territorio e supportare la diffusione di informazioni affidabili in un contesto complesso come quello vulcanico.

La partecipazione alla Conferenza Alfred Rittmann rappresenta un importante riconoscimento del valore scientifico e innovativo del progetto, confermando il ruolo del Parco Nazionale del Vesuvio come laboratorio di sperimentazione di nuove tecnologie al servizio della tutela del territorio, della sicurezza e del turismo sostenibile.

Attraverso iniziative come Mr Plinio, il Parco continua a investire nella ricerca e nell'innovazione, promuovendo modelli di gestione che coniugano conoscenza scientifica, accessibilità e valorizzazione del patrimonio naturale.

www.guidevesuvio.com

martedì 30 giugno 2026

La canzone napoletana in smoking

 



Una serata all’insegna della grande musica, della storia e della cultura partenopea. Domenica 19 luglio 2026, alle ore 20:00, lo splendido chiostro del Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Piazza Santa Maria La Nova, 44 – Napoli) farà da cornice allo spettacolo dal vivo di Pisapia & Gruppo Smeraldo. Un viaggio emozionante tra le melodie che hanno fatto la storia di Napoli, focalizzandosi sulle più belle e celebri canzoni classiche dell’800 e del ‘900, pilastri del patrimonio musicale conosciuti e amati in tutto il mondo. Uno spettacolo che unisce cultura, racconto e puro divertimento. Sul palcoscenico, accanto a Gennaro Pisapia, si esibirà la formazione completa di musicisti professionisti del Gruppo Smeraldo, che si distingue per un raffinato e elegante sound che fonde strumenti a corda e a fiato: Giuseppe Carannante (clarinetto); Michele Cordova (chitarra); Alessandro Pignalosa (mandolino); Francopaolo Perreca (sax soprano e percussioni) e Mario Carannante (violoncello e basso). 

Ospite d’onore: Elckjaer Franco Bono. L’artista si esibirà in “Viaggio tra Napoli e Spagna”, dove la canzone napoletana si fonderà con l’intensità e la passione del flamenco.

https://www.vivaticket.com/it/ticket/pisapia-gruppo-smeraldo-la-canzone-napoletana-in-smoking-ospite-elckjaer-franco-bono/308193

martedì 23 giugno 2026

Concerto proUnicef

 



Venerdì 26 giugno alle ore 20:00, l’anfiteatro campano farà da sfondo ad uno straordinario appuntamento musicale organizzato dall’Esercito Italiano a sostegno dell’Unicef. 

L’evento sarà scandito dall’esecuzione di vari brani musicali eseguiti dai musicisti  della Banda dell’Esercito, simbolo della tradizione musicale militare nel mondo.


L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti. 


sabato 20 giugno 2026

Il tesoro del Graffigna



La COMPAGNIA OREADE, mettere in scena: "Il tesoro del Graffigna" in  1^ nazionale, domenica 21 giugno in piazza Mentana alle ore 19:30 a  La Spezia.

OREADE è una compagnia teatrale adolescenziale e con questo spettacolo racconta la  storia di un gruppo di giovani pirati che  attraversano mari inseguendo il tesoro di Giuseppe Graffigna, celebre corsaro e comandante navale originario di Portovenere vissuto tra ‘500 e ‘600. 

Questo spettacolo mira a narrare le gesta di un pirata storicamente esistito e legato a La Spezia, dandogli però un alone di leggenda e mito. E mira anche a usare la caccia al tesoro come pretesto per ascoltare un coro di voci di adolescenti e bambini. Perché l’avventura porta con sé una grande paura di fallire. E la ricerca del tesoro è solo un desiderio di trovare il proprio posto nel mondo.

OREADE è una compagnia teatrale adolescenziale composta da ragazzi e ragazze dai 13 ai 18 anni. Gli allievi di Oreade sono attori e attrici che producono spettacoli di prosa e realizzano incontri ed eventi di beneficenza e teatro sociale. 

 


venerdì 12 giugno 2026

Palazzo Teti

 



A Santa Maria Capua Vetere (ce), il palazzo Teti  Mafuccini (costruito nel 1839 come residenza dell'avvocato Filippo Teti), costituisce un classico esempio di architettura locale dei primi dell'Ottocento; successivamente il palazzo passò alla Famiglia Mafuccini. Nel 1860 vi alloggiò Giuseppe Garibaldi ed il 2 Novembre vi fu firmata la resa dei borbonici, come attesta una lapide all'esterno del palazzo, che si sviluppa su quattro livelli (pianoterra e tre piani). Per le peculiari caratteristiche architettoniche e per la sua ubicazione, l'intero immobile è sottoposto sia a vincolo archeologico, sia a vincolo architettonico. L'intero complesso immobiliare consta di tre edifici adiacenti, di cui uno padronale e due di servizio e da un giardino. 

Per anni il palazzo ha versato in totale stato di abbandono: l'ala sinistra era pericolante, il soffitto presentava svariate aperture che hanno rovinato l'affresco presente. Al primo piano sono stati portati via i pavimenti e i rivestimenti in marmo della scala che porta alla torre del palazzo dalla quale Garibaldi teneva il territorio sotto controllo, così come l'altare presente in una delle stanze. Nel corso di quest'anno L'amministrazione comunale grazie anche alle sollecitazioni dei cittadini e di alcune associazioni sta cominciando ad interessarsi alla sua messa in sicurezza e del suo rilancio ma c'è tanto ancora da fare.

mercoledì 20 maggio 2026

Il Vesuvio: il simbolo di Napoli tra bellezza e potenza

 


 

Il Parco Nazionale del Vesuvio racchiude uno dei paesaggi più famosi e straordinari del mondo: il cono del vulcano domina dall’alto una terra che si estende dal mare fino alle prime colline dell’Appennino, una pianura vasta e fertilisima dove sorgono paesi e città ricchi di tesori. 

Visitare questi luoghi significa fare un viaggio tra prodotti artigianali prelibati, un clima dolce e mite tutto l’anno, l’accoglienza calorosa e sincera della gente, e soprattutto testimonianze storiche e monumenti antichi di importanza straordinaria, come gli scavi di Pompei ed Ercolano, nati proprio ai piedi del vulcano.

Salire fino al cratere, passando per l’orrido dell’Atrio del Cavallo, è l’esperienza che tutti sognano: arrivare in cima, nel cuore del parco, e trovarsi davanti a un panorama così bello da sembrare impossibile da descrivere a parole. 

È proprio questo vulcano che Giacomo Leopardi chiamò lo sterminatore, per le sue eruzioni potenti, cicliche e terribili che hanno segnato la storia, eppure è diventato il simbolo stesso di Napoli e della sua provincia. 

Basta vedere il suo profilo inconfondibile, da qualsiasi parte del mondo, per pensare subito alla città, al suo golfo e alla sua terra: è come un segno universale, un messaggio che tutti capiscono e riconoscono.

E proprio ai suoi piedi, dove la terra è ricca e generosa, nasce l’uva che dà origine a un vino unico, famoso ovunque. 

Qui si trovano anche tesori di cultura e arte che tutti ammirano e che tutti vorrebbero vedere almeno una volta nella vita, per poter dire: «Ci sono stato, l’ho visto». Perché il Vesuvio non è solo una montagna o un vulcano: è l’anima di questa terra, la compagna inseparabile di Napoli, la sua storia, la sua bellezza e la sua forza.

Se ti affascina scoprire come la natura e la storia si incontrano creando luoghi unici, continua a seguire il nostro blog e condividi questo racconto: è il modo migliore per portare con te un pezzo della magia del Vesuvio e di Napoli.

www.guidevesuvio.com

venerdì 17 aprile 2026

Mostra Terremoti d’Italia

 


 

La mostra è ospitata nel complesso di Città della Scienza, in via Coroglio Napoli.

  • L’inaugurazione è in programma lunedì 20 aprile alle ore 10:00, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano.

Che cosa scatena un terremoto? Come proteggersi nei primi secondi di una scossa? Quanto è vulnerabile il territorio in cui viviamo? A queste domande – particolarmente attuali in Campania – la mostra offre risposte chiare e accessibili, attraverso un percorso guidato a cura dei volontari dell’associazione Lares Italia, tra documenti, immagini, strumenti e installazioni interattive.

Elemento centrale della mostra sono i due simulatori sismici progettati per riprodurre il movimento tellurico in condizioni di sicurezza. Nella “Stanza sismica” i visitatori possono sperimentare in prima persona gli effetti di una scossa, confrontando l’esperienza del terremoto del 23 novembre 1980 (magnitudo 6.9) con quella più recente del 13 marzo 2025 (magnitudo 4.6) registrata nell’area dei Campi Flegrei. Il simulatore “Città sismica” consente, invece, di osservare il comportamento di edifici realizzati con tecniche tradizionali e di strutture dotate di sistemi antisismici avanzati, evidenziando il ruolo delle tecnologie nella riduzione della vulnerabilità.

Accanto alle installazioni interattive, la mostra propone un itinerario storico che ripercorre l’evoluzione degli strumenti di rilevazione sismica, dal sismoscopio di Zhang Heng del 132 d.C. ai moderni sistemi di monitoraggio del territorio, tra cui la Rete Accelerometrica Nazionale (RAN), di cui i visitatori potranno approfondire il funzionamento. Inoltre, durante la visita, i volontari locali accompagneranno i visitatori, fornendo indicazioni utili sui comportamenti corretti da adottare prima, durante e dopo un terremoto e, più in generale, sui principali rischi naturali del territorio in cui vivono, nell’ambito della campagna nazionale “Io non rischio: buone pratiche di protezione civile”. Perché la prevenzione passa anche dalle scelte individuali, dalla qualità delle costruzioni e dalla diffusione della cultura del rischio.


www guidevesuvio.com



  • “Terremoti d’Italia” sarà visitabile gratuitamente dal 20 aprile al 9 maggio negli spazi di Città della Scienza. La mostra è aperta alle scuole dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 12:30, mentre il pubblico potrà accedere liberamente dalle 15:00 alle 16:00 nei giorni feriali, e il sabato 9:00-12:30 e 15:00-16:00.

  • Per i cittadini non è necessaria la prenotazione: gli ingressi sono programmati ogni trenta minuti e la visita – esclusivamente guidata - dura circa un’ora. Le scuole, invece, possono accedere tutti i giorni, prenotandosi presso la Sala Operativa della Regione Campania al numero Verde 800.232525. Sono disponibili anche apposite navette per gli studenti.

giovedì 9 aprile 2026

Campi Flegrei, il respiro del vulcano e i suoi tremori: capire per convivere

 



Nel quartiere di Bagnoli, a Napoli, il terremoto tra l'8 ed il 9 aprile 2026, ha prodotto un picco di accelerazione del suolo pari a circa 280cm/sec2. Valori di questo tipo, nelle mappe di scuotimento dell’Ingv (Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia), sono associati a un’intensità molto forte-severa e a un danneggiamento atteso da moderato a rilevante. Eppure, come già accaduto per eventi recenti di magnitudo simile ai Campi Flegrei, non si registrano danni significativi agli edifici. Resta però la percezione, netta e diffusa, di uno scuotimento intenso, avvertito chiaramente dalla popolazione nel silenzio della notte. Per comprendere questa apparente contraddizione bisogna partire dalla natura stessa dei Campi Flegrei, una vasta caldera vulcanica formatasi decine di migliaia di anni fa con eruzioni di enorme energia, come quelle del tufo giallo napoletano e del tufo grigio. Negli ultimi 15mila anni si contano oltre 70 eruzioni, l’ultima delle quali diede origine al Monte Nuovo nel 1538. Oggi i vulcanologi non escludono future eruzioni di dimensione moderata: eventi che, in un’area densamente urbanizzata come quella flegrea, potrebbero comunque avere conseguenze rilevanti. Ma il fenomeno che più caratterizza questa fase storica è il bradisismo: il lento sollevamento e abbassamento del suolo con oscillazioni secolari. Episodi significativi si sono verificati negli anni ’50 del secolo scorso, tra il 1970 e il 1972 e, soprattutto, tra il 1982 e il 1984, con livelli di sollevamento cumulato alla città di Pozzuoli che hanno superato il metro e sessanta in ciascuno degli ultimi due episodi. Dopo un lungo periodo di relativa quiete, conseguente ad un periodo di abbassamento, il suolo ha ripreso a sollevarsi dal 2012, con un’accelerazione evidente a partire dal 2018, raggiungendo anche punte di velocità di 3cm/mese. Questo movimento verticale è accompagnato da sciami sismici, emissioni di gas e variazioni nelle condizioni del sistema idrotermale: segnali di un vulcano attivo, e complesso, che va interpretato come un sistema naturale multi-rischio. Anche in assenza di segnali precursori di un’imminente eruzione, opportune strategie per la mitigazione dei rischi legati agli effetti su edifici, infrastrutture e popolazione del sollevamento del suolo, dei terremoti e delle emissioni dei gas, devono essere messe in atto per consentire agli abitanti dell’area di vivere in sicurezza.

Oggi l’ipotesi scientifica più accreditata attribuisce il bradisismo di quest’ultima crisi non tanto alla risalita diretta di magma (dalla profondità di circa 8km localizzata dalla tomografia sismica negli esperimenti del 2001), quanto alla pressurizzazione di fluidi caldi in profondità. Questi fluidi si accumulano in un volume di roccia-serbatoio situato sotto la caldera, a circa 2-3km di profondità, con dimensioni e geometria comparabili all’area di sollevamento. Le variazioni di pressione all’interno di questo “serbatoio” vengono trasmesse verso la superficie e amplificate dalle proprietà elastiche delle rocce di copertura sovrastanti, producendo deformazioni della superficie terrestre che si sviluppano su lunghi periodi tempo mesi o anni. I terremoti sono una conseguenza diretta di questo processo. Il sollevamento induce l’accumulo di tensione nelle rocce superficiali, costituite in gran parte da materiali vulcanici poco resistenti e facilmente fratturabili. Studi recenti hanno mostrato che questa tensione si scarica lungo fratture preesistenti, spesso associate a faglie antiche che delimitano l’area risorgente della caldera. La sismicità può manifestarsi in modo caotico, soprattutto nelle zone di risalita dei fluidi come al di sotto del cratere della Solfatara, oppure organizzarsi in allineamenti che delineano una struttura quasi ellittica, che delimita l’area di massima deformazione.

Un aspetto cruciale riguarda la magnitudo dei terremoti. Le stime ottenute dallo studio dei terremoti della crisi attuale, indicano un valore massimo intorno a 5, sulla base di modelli statistici, leggi fisiche e dati geologici di fagliazioni superficiali. Inoltre, analisi di dettaglio dei processi di frattura dei terremoti flegrei mostrano che una parte significativa dell’energia liberata non si trasforma in onde sismiche, ma viene dissipata sotto forma di calore e danneggiamento diffuso delle rocce. Questo meccanismo agisce come una sorta di “freno naturale”, limitando la crescita delle fratture e quindi la magnitudo degli eventi. Ciò non significa che il rischio sia trascurabile. Anche terremoti moderati possono generare accelerazioni elevate, come quella registrata a Bagnoli, e mettere in difficoltà edifici vulnerabili. Tuttavia, la breve durata dello scuotimento – inferiore a un quarto di secondo nel caso di questa notte – implica un trasferimento di energia limitato alle strutture, specialmente a quelle con periodi di oscillazione più lunghi. È questa combinazione di alta intensità ma brevissima durata a spiegare perché eventi percepiti come forti producano spesso pochi danni.

Negli ultimi mesi, la velocità di sollevamento del suolo ha mostrato una diminuzione, accompagnata da una riduzione della sismicità in numero e magnitudo. Il terremoto della notte tra lunedì e martedì si inserisce in questo contesto come un evento relativamente energetico, ma non eccezionale rispetto ai terremoti più forti registrati negli ultimi anni, con magnitudo superiore a 4. La relazione tra velocità di sollevamento e sismicità resta complessa e non lineare: periodi di maggiore deformazione tendono a favorire eventi più intensi, ma non esiste una correlazione semplice o deterministica. In questo scenario, la vera sfida è convivere con il vulcano e con le sue inquietudini. I Campi Flegrei non rappresentano un rischio solo in caso di eruzione, ma anche attraverso deformazioni del suolo, emissioni di gas e terremoti. Per questo è necessario un approccio integrato alla gestione del rischio, che includa monitoraggio continuo, pianificazione territoriale e interventi su edifici ed infrastrutture, accompagnati da una continua azione di informazione e comunicazione alla popolazione sui rischi e le azioni messe in atto per la loro mitigazione.

La prima difesa resta infatti la qualità delle costruzioni. In Italia esiste una normativa antisismica avanzata, ma gran parte del patrimonio edilizio è stato realizzato prima della sua introduzione o aggiornamento. Il percorso avviato con il decreto “Campi Flegrei” del 2023 – che prevede la mappatura delle aree più esposte e la valutazione della vulnerabilità degli edifici – rappresenta un passo fondamentale ma iniziale. Dopo aver identificato le criticità è necessario intervenire con opere di miglioramento o adeguamento sismico: questa è la strada più efficace per ridurre il rischio e rassicurare la popolazione. Comprendere i Campi Flegrei significa accettare la loro natura dinamica. Non si tratta di eliminare il rischio, ma di conoscerlo, monitorarlo e gestirlo con strumenti scientifici e politiche adeguate. Solo così il “gigante inquieto” su cui poggia una parte di Napoli potrà continuare a essere osservato senza trasformarsi in una minaccia incontrollabile.


Aldo Zollo

Professore di Sismologia 

Università di Napoli Federico II

domenica 29 marzo 2026

Squadra e compasso

 



Uno dei simboli più famosi della Massoneria è sicuramente quello della Squadra e del Compasso.

 Per comprendere il suo significato più profondo bisogna studiare la funzione di questi due strumenti:

La squadra serve per tracciare un quadrato, mentre il compasso serve per tracciare un cerchio. Il quadrato è il simbolo della materia, mentre il cerchio è il simbolo dello spirito.La Squadra e il Compasso insieme, quindi, rappresentano l'unione della Terra (Materia) con il Cielo (Spirito).

Essi simboleggiano anche la risoluzione dell'antico problema matematico della "quadratura del cerchio", cioè quello di riuscire a costruire un quadrato e un cerchio aventi la stessa area, usando solo la riga e il compasso.


martedì 17 febbraio 2026

Achille della Ragione

 


Achille della Ragione (Napoli, 1947 – 2025) è stato una figura poliedrica e per certi versi controversa della cultura napoletana contemporanea, noto come medico ginecologo, storico dell'arte, scrittore e collezionista. È scomparso recentemente, nel maggio del 2025, lasciando un'eredità vastissima di pubblicazioni e iniziative culturali legate alla sua città.

Vediamo i tratti principali della sua vita:

Laureato in Medicina nel 1972, si specializzò in Ostetricia, Ginecologia e poi anche in Chirurgia generale. Divenne molto noto (e discusso) per aver introdotto in Italia il metodo Karman per l'interruzione di gravidanza per aspirazione, una tecnica che all'epoca scatenò forti reazioni legali e sociali, portandolo anche a vivere vicende giudiziarie e un periodo di detenzione. Lui stesso dichiarò di aver praticato decine di migliaia di interventi, considerandoli una missione per la salute delle donne.

Dopo aver lasciato la professione medica, si dedicò interamente alla sua passione per l'arte e la storia di Napoli.

Esperto del Seicento: È considerato uno dei massimi esperti della pittura napoletana del XVII secolo, su cui ha scritto numerosi volumi (tra cui il celebre: "Il secolo d'oro della pittura napoletana").

Divulgatore: Organizzava frequentatissime visite guidate gratuite nei complessi monumentali di Napoli e curava un salotto culturale nella sua villa a Posillipo, frequentato da intellettuali e politici.

Autore prolifico: Ha scritto oltre 150 libri, spaziando dalla saggistica d'arte alla critica sociale, molti dei quali resi disponibili gratuitamente online per favorire la diffusione della cultura.

Terminiamo con due curiosità. Nel 1972 quando era ancora uno studente, partecipò come concorrente al celebre quiz Rischiatutto di Mike Bongiorno. Era inoltre un "Maestro" di scacchi e fu presidente della Lega Campana Scacchi, promuovendo il gioco nelle scuole.

Achille della Ragione è stato un personaggio che ha diviso l'opinione pubblica per la sua schiettezza e per le sue battaglie radicali, ma la cui passione per l'arte napoletana è riconosciuta quasi unanimemente.

Per approfondire è  possibile visitare il sito 

 https://achillecontedilavian.blogspot.com/?m=1

martedì 1 aprile 2025

il Vesuvio svela i suoi segreti

 



Come si è vetrificato il cervello di un ercolanese, vittima dell’eruzione del Vesuvio del 79 dC. Il mistero è stato risolto da un team italo-tedesco di ricercatori guidato dal vulcanologo Guido Giordano del Dipartimento di Scienze dell’Università Roma Tre. 

A chiarirlo è lo stesso Guido Giordano: «Quello che si sapeva finora con certezza è che questo materiale è di origini organiche e che aveva l'apparenza di un vetro, quindi ipotesi da osservazioni superficiali. La grande scoperta è che quelli non sono soltanto dei pezzettini di un cervello fossilizzato in senso generale, ma che hanno subito un processo di vetrificazione. Esistono tanti resti di cervello che si trovano in vari luoghi del mondo, ma la conservazione, al di sotto di suoli, di rocce, dentro tombe, è di varia natura, come la saponificazione o l’acidificazione, ma mai per vetrificazione.

Il motivo è ovvio, perché un materiale organico, un cervello che è pieno di acqua, a temperatura ambiente, è morbido, cioè soffice. Per arrivare alla vetrificazione abbiamo bisogno di due processi, il primo è un rapido riscaldamento, come se mettessimo del materiale in forno ad alte temperature e noi sappiamo che ci mette un po' prima di cuocersi, prima di carbonizzarsi, prima di ridursi in cenere. Noi associamo a questo passaggio alla nuvola chiamata Ash Cloud, nuvola di cenere, probabilmente per un ordine di tempo di qualche minuto, 5 minuti, 10 minuti, non di più, quindi breve a sufficienza da sollevare la temperatura di questo materiale, ma non distruggerlo completamente.

Quando invece l'evento di riscaldamento passa, il materiale rimane esposto all'aria e a quel punto la temperatura improvvisamente ritorna a quella ambientale; durante questo processo di raffreddamento possiamo avere la trasformazione in vetro. Ovviamente abbiamo potuto documentarlo con i nostri strumenti all’Università di Roma Tre, e abbiamo trovato anche esattamente la temperatura a cui questo processo è avvenuto, 510 gradi.

C'è ancora tanto da studiare e da approfondire sulle strutture neuronali. Sicuramente un aspetto importante è il fatto che, comprendendo meglio come funzionano le nuvole di cenere, possiamo aiutare gli studi di pericolosità vulcanica per un’area: il Vesuvio per esempio, o i Campi Flegrei».

www.guidevesuvio.com

lunedì 17 marzo 2025

Il Serapeo sentinella del bradisismo

  

Serapeo di Pozzuoli - Napoli 

Il Macellum di Pozzuoli, o Tempio di Serapide, è un sito archeologico ma anche un “simbolo” e indicatore scientifico del bradisismo nei Campi Flegrei. I fori prodotti dai molluschi marini permettono di ricostruire l'innalzamento e l'abbassamento del suolo negli ultimi due millenni anni, fornendo dati cruciali per studiare questo fenomeno vulcanico che oggi impatta sulla vita di centinaia di migliaia di persone.

  

Andamento degli spostamenti verticali del suolo in corrispondenza del Tempio di Serapide di Pozzuoli negli ultimi due millenni. Credit: INGV

Nel grafico vediamo l'andamento degli spostamenti verticali del suolo in corrispondenza del Tempio di Serapide di Pozzuoli negli ultimi due millenni. Si evidenzia poi in un secondo grafico il dettaglio degli ultimi 120 anni.

Ci concentriamo sul bradisisma come sollevamento del suolo, anche l’abbassamento è chiamato bradisisma, ma nella percezione popolare non lo è perché non genera terremoti.

Si nota che nei Campi Flegrei il bradisisma ascendente c’è stato soltanto in due limitate epoche storiche: 

dal 1430 al 1538, fase che terminò con l' eruzione di Monte Nuovo del 1538; e dal 1950 ad oggi, dove però notiamo che la salita è meno rapida e vi sono fasi di innalzamento e abbassamento del suolo.


https://www.guidesolfatara.com 


 

Campi Flegrei 

 

Fumarole della Solfatara di Pozzuoli 

venerdì 22 novembre 2024

I Campi Flegrei

   



I Campi Flegrei, sono una zona a ovest di Napoli, e rappresentano uno dei complessi vulcanici più affascinanti del pianeta. Questa vasta caldera, formatasi circa 39.000 anni fa in seguito all'eruzione del Tufo Giallo Napoletano, è un laboratorio a cielo aperto per vulcanologi, geologi e appassionati di scienza di tutti i tempi e di tutto il mondo.  

La Solfatara di Pozzuoli è uno dei tanti crateri del supervulcano dei Campi Flegrei. Questo cratere celebre per le sue fumarole, è una finestra affacciata sul cuore della Terra, offrendo una visione straordinaria e diretta dei processi vulcanici sotterrane.

 La Solfatara un tempo uno dei luoghi più visitati della regione,  è chiusa al pubblico dal 2017 a seguito di un tragico incidente. Ma nonostante la chiusura, la Solfatara continua a rappresentare un’importante risorsa per la ricerca. Le attività di monitoraggio e studio dei gas emessi dalle fumarole proseguono grazie agli studi condotti dall’Osservatorio Vesuviano, parte dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che tiene sotto controllo i segnali di attività del  supervulcano dei Campi Flegrei.

sabato 16 novembre 2024

Flamenco

 



Con parola “flamenco” immediatamente si sentono vibrare dentro di noi tutte le corde della passione che questa arte riesce a trasmettere. Il suo valore non solo artistico ma anche culturale è stato riconosciuto dall’UNESCO che, il 16 novembre 2010, lo ha dichiarato “patrimonio culturale immateriale dell’umanità”. Ovviamente non è un riconoscimento casuale, l’arte del flamenco affonda le sue radici nelle tradizioni gitane della fine del Settecento. Fu allora, infatti, che nella regione spagnola dell’Andalusia i gitani iniziarono a esprimere le loro emozioni cantando e ballando accompagnandosi solo dal ritmo dei piedi battuti sul terreno o delle mani sul tavolo. Ma fu solo verso la metà dell’Ottocento, grazie alla diffusione dei cafés cantantes, che il flamenco uscì dalla dimensione intima e ristretta gitana per diffondersi largamente ed evolversi come forma di arte e spettacolo. Sempre nell’800, precisamente nel 1847 a Siviglia, venne introdotta per la prima volta la chitarra come accompagnamento al baile e al cante. Ormai diventato una forma di spettacolo, il flamenco si evolve perdendo quella dimensione così privata e profondamente intima da cui era nato, e sia il cante che il baile subiscono le influenze di altre forme d’arte: il modo di danzare si avvicina alla danza classica grazie anche al diffondersi di alcuni suoi stili nei saloni aristocratici, tutto diventa più coreografico e si dà maggiore importanza anche alle scenografie. Tuttavia, anche uscendo da quella ristretta dimensione gitana, il flamenco non ha mai perso il suo duende, ossia lo spirito passionale con cui viene messo in scena dai suoi interpreti. Resta infatti essenziale, nel flamenco, la forza con cui i suoi interpreti più bravi, in particolar modo nel ballo, attraverso il modo di esprimersi sul palco trascinano il pubblico in un vortice di emozioni, ovvero nell’essenza del significato della parola “duende” nonché nell’essenza del flamenco stesso che, in tal modo, torna nella sfera intima delle emozioni personali da cui è nato.