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mercoledì 1 maggio 2019

Teatro Garibaldi




Il teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (CE) si trova nel centro storico della città e si affaccia su piazza Bovio. La facciata, chiaramente ispirata all’Opera Garnier di Parigi, presenta, al piano terra, una zoccolatura in pietra calcarea che si alza per oltre 1,50 metri sul livello della strada e tre portoni d’ingresso con ai lati due nicchie che ospitano le statue in gesso di Goldoni (a destra) e Alfieri (a sinistra) che simboleggiano la Commedia e la Tragedia. Sopra le porte d’ingresso ci sono quattro medaglioni che raffigurano Bellini, Rossini, Pergolesi e Cimarosa. Al primo piano, invece, cinque balconi non sporgenti con balaustra, chiusi da finestroni e separati da colonne corinzie binate che reggono la trabeazione al di sopra della quale è il frontone con il nome del teatro, ai cui lati svettano due timpani arcuati con bassorilievi in gesso. La sala, a ferro di cavallo, con pavimento in legno leggermente in discesa, è in stile tardo-neoclassico e presenta, sul soffitto, un dipinto di Gaetano Esposito raffigurante “L’Apoteosi della Poesia: Torquato Tasso che esce dal Tempio delle Muse. La platea ospita 150 poltroncine numerate disposte su 11 file mentre i 42 palchi, disposti su tre ordini, hanno una capienza complessiva di 168 posti cui vanno aggiunti i circa 60 posti del cosiddetto “loggione” che occupa tutto il quarto ordine. Interessante anche il “Salone degli Specchi”, destinato ad attività culturali. Dal 21 giugno 2017 il Teatro Garibaldi ospita la mostra permanente dedicata al Teatro e al Cinema. Essa è una sezione distaccata del Museo Civico cittadino. Nella mostra sono esposti reperti e documenti dell’Archivio Storico che ripercorrono la storia del teatro e del cinema in generale ma anche dello stesso Teatro Garibaldi.
Ed adesso un po’ di storia del teatro Garibaldi. Il 28 ottobre 1864 il municipio di Santa Maria Capua Vetere bandì un concorso di progettazione per la realizzazione di un teatro pubblico. Furono presentati 17 progetti, 8 dei quali furono presi in considerazione dalla Commissione appositamente nominata, ma nessuno di questi rispondeva pienamente alle indicazioni del bando. Per tale motivo la Commissione non scelse alcuno dei progetti presentati ma si riservò la possibilità di nominare un architetto, tra quelli concorrenti, cui affidare la progettazione secondo le norme previste dal programma. La scelta cadde sull’architetto Luigi Della Corte che “rispondendo con zelo all’invito presentò nel 18 giugno 1865 una pianta topografica modificata e un novello stato estimativo delle spese”. I lavori per la costruzione dell’edificio avrebbero dovuto cominciare il 1 gennaio 1867 ma non si riuscì a trovare un imprenditore che, per il prezzo previsto, volesse appaltare l’opera. Dopo circa vent’anni, il 1 marzo 1887, fu bandito un altro concorso per un progetto dalle caratteristiche simili (3 ordini di palchi invece di 4 e un minor numero di sale) e, tra i progetti presentati, fu scelto quello del prof. Antonio Curri che si ispirò all’Opéra Garnier di Parigi. I lavori, iniziati il 13 agosto 1889, furono aggiudicati alla ditta D’Agostino e Casella di Salerno (che per i lavori in muratura si avvalse della locale impresa di Pasquale Angiello) e furono terminati nell’arco di sette anni. La spesa complessiva, originariamente stimata in lire 200.000, risultò, a lavori ultimati, pari a Lire 450.000, più del doppio di quanto inizialmente previsto. Il 12 aprile del 1896 il teatro, intitolato a Giuseppe Garibaldi, fu inaugurato con la messa in scena del “La forza del destino” di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Vincenzo Grandine. Per la bellezza architettonica e per la fama che andava ad acquistare nel corso degli anni fu soprannominato il Piccolo San Carlo. Fu l’ultimo teatro lirico ad essere costruito in Campania. “…un lavoro che tanto onora l’arte e il Municipio di Santa Maria” scrisse il pittore Domenico Morelli in una lettera datata 12 settembre 1894, inviata al Sindaco della città. Numerose le rappresentazioni di opere liriche. Tra le tante si ricordano il Camoens di Pietro Musone del 1897, con il tenore Luigi Ceccarini e il soprano Anna Franco, il Mefistofele di Arrigo Boito, la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, La Gioconda di Amilcare Ponchielli, oppure le “prime” de Il trovatore nel 1901, del Rigoletto, della Norma, o ancora i Pagliacci del Leoncavallo nel 1904, la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, l’Andrea Chénier e La bohème con il maestro Guido Serrao e il tenore Amedeo Rossi. Il 4 giugno del 1910 vi esordì il baritono Raffaele Aulicino in una rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi. Non mancavano anche rappresentazioni di operette che consentirono all’impresario di superare la crisi serpeggiante dal 1902 quando era stato necessario sospendere le rappresentazioni per il loro costo elevato, che costringeva a praticare prezzi dei biglietti al di sopra delle possibilità medie dei cittadini Sammaritani. Fu così che vennero messe in scena “La vedova allegra” e “Geisha” nel 1910, con Gianni e Lina Sartori, Margherita Abbadia-Lindi, i maestri U. Bellini e Gambardella e “I pescatori di perle” nel 1914 con il debutto di Maria Reichenbach. Ma il Teatro ospitava anche rappresentazioni di prosa, concerti da camera e sinfonici. Nella stagione 1896/97 ospitò la “Drammatica Compagnia” diretta da Antonio Grisanti, Attila Ricci e Virginia Campi; nell’autunno del 1897 Eduardo Scarpetta e la sua compagnia; nel 1898 la compagnia di Achille Torelli; nel 1899 Amalia Ferrara, Lena Botti-Bello e Lina Montis in “Un viaggio in Africa” e “Donna Juanita” di Suppé, Il venditore di uccelli di Zeller e “L’usignolo” di Chapy e, nel 1900, la Compagnia di Ferruccio Garavaglia, Achille Maironi, Gina Favre in “Tristano e Isolda” e “La scuola delle mogli” di Molière. Nel dicembre del 1914, a seguito di un incendio che distrusse il Cinema Mascolo dove si esibiva, Salvatore De Muto, l’ultimo Pulcinella della scuola dei Petito, fu autorizzato, non senza polemiche ed opposizioni, a tenere spettacoli al Garibaldi, molto apprezzati dal pubblico popolare. Durante la Prima Guerra Mondiale il Teatro chiuse per la prima volta a causa del conflitto in corso. Da allora verrà utilizzato solo sporadicamente, determinandone un lento ed inevitabile declino. Nel 1939 l’impresario Mario Del Piano ottenne l’autorizzazione per trasformarlo in sala cinematografica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, con l’occupazione alleata, il Teatro fu requisito e divenne palcoscenico per le esibizioni di alcuni artisti americani (tra cui Cole Porter e Coleman Hawkins). Nel secondo dopoguerra, nonostante le difficoltà di gestione, vanterà le presenze di Arturo Toscanini, Totò, Nino Taranto, Raffaele Viviani, Carlo Dapporto, dei fratelli Maggio, di Erminio Macario e delle sorelle Nava. Nel 1980, a seguito del terremoto dell’Irpinia, il Teatro venne dichiarato inagibile e per oltre vent’anni è rimasto chiuso al pubblico. Finalmente nel gennaio 2002 iniziarono, sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico di Caserta e Benevento, i lavori di restauro della struttura, finanziati con oltre quattro milioni di Euro. Terminati i lavori, il 27 maggio del 2004 il Teatro Garibaldi ha riaperto i battenti e nello stesso anno è ripresa la programmazione della stagione teatrale, prevalentemente con spettacoli di prosa. Dal 2017 il Teatro Garibaldi ospita la mostra permanente dedicata al Teatro e al Cinema.

martedì 2 aprile 2019

Banda della Nato





La Città di Santa Maria Capua Vetere ospita per un concerto a porte aperte la U.S. Naval Forces Band, ben nota a tutti come la “Banda della Nato”.
Sarà lo splendido Teatro Garibaldi a fare da cornice all’evento che si terrà, con ingresso gratuito, sabato 6 aprile alle ore 20.30 rinnovando quindi un’iniziativa di alto valore artistico con la storica formazione della Marina americana in Europa che, con i propri musicisti di fama internazionale, si esibisce in tutti i continenti del mondo.
Per l’occasione la “Banda della Nato” eseguirà musiche di Brett Abigana, Alfred Reed, Camille Saint-Saens, Astor Piazzolla, John Williams e tanti altri. La band raggiunge un pubblico complessivo di oltre 60 milioni di persone in più di 35 paesi, grazie alle centinaia di performances che svolge ogni anno.

lunedì 25 marzo 2019

L'ex caserma Fiore al tribunale



Sono stati completati i lavori di ristrutturazione e adeguamento dei locali appartenenti all'ex caserma «Mario Fiore» di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Per il 29 marzo è prevista la consegna dei nuovi spazi, interamente rifunzionalizzati, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La ristrutturazione, eseguita dal Provveditorato alle Opere pubbliche di Napoli, è stata realizzata grazie ai fondi posti a disposizione dal Ministero della Giustizia.

Nell'edificio di via Mario Fiore verrà trasferito l'intero settore civile, che attualmente si trova in una struttura privata in via Santagata, con conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro e del servizio a beneficio degli utenti. La disponibilità di questi nuovi spazi, appartenenti al Demanio dello Stato e, quindi, utilizzati a titolo gratuito, consentirà un notevole risparmio di spesa. Verrà, infatti, rilasciata la sede di proprietà privata finora utilizzata con un risparmio di 350mila euro annui del canone di locazione. Le maggiori risorse economiche ora a disposizione permetteranno ulteriori investimenti nello stesso territorio, come già avvenuto in passato.

Sempre nell'ambito dell'attività portata avanti dal Ministero della Giustizia per assicurare una definitiva e adeguata sistemazione degli uffici di Santa Maria Capua Vetere, recentemente è stato consegnato un altro immobile ristrutturato, dove sono attivi ora l'ufficio GIP e quello della Presidenza del Tribunale.

venerdì 1 febbraio 2019

Marzo flamenco a Napoli




2 e 3 marzo grande novità! ZLF sezione Flamenco - Per la prima volta, Rafael Amargo e i piu grandi ballerini campani riuniti per voi, con stage, spettacoli, contest! Non te lo perdere! Per info contattaci in posta privata, via mail o telefono! ZLFlamenco. Ercolano (Na)
328 9692979
328 9550052
zenoflamencofestival@libero.it



ZENO FLAMENCO FESTIVAL – SEZIONE FLAMENCO – 02/03 MARZO 2019 (Torre del Greco – NA)  www.flamenconfusion.com

PROGRAMMA GENERALE (gli stage sono per livello e palo; NON PER ETA’)

*** SABATO 02 MARZO (Ore 11:00 accettazione) ***

Ore 11:30 sala A Flamenco - Tecnica, Livello Open (Salvatore Inghilleri)
Ore 12:30 sala A Flamenco - Tangos, Principiante-Intermedio (Raffaella Caianiello)
Ore 12:30 sala B Flamenco - Bulerias de Jeréz, Livello Intermedio (Emma Gallo)
Ore 15:00 sala A Flamenco - Alegrias, Intermedio/Avanzato (Dominga Andrias)
Ore 15:00 sala B Flamenco - Guajiras (con Abanico), Livello Open (Caterina Castiello)
Ore 16:15 sala A Flamenco - Bulerias de Cadiz, Intermedio/Avanzato (Raffaella Caianiello)
Ore 17:30 sala A Flamenco Fusion, Livello Open (Elckjaer Franco Bono)
Dalle ore 22:00 SERATA SHOW presso lo Zeno Latino, con artisti internazionali, dal Flamenco al mondo caraibico, a seguire SERATA DANZANTE.

*** DOMENICA 03 MARZO (ore 10:00 accettazione) ***

Ore 10:30 sala A Flamenco - Seguiriya, Intermedio Avanzato (Salvatore Inghilleri)
Ore 10:30 sala B Flamenco - Tientos, Livello Open (Simona Cutolo)
Ore 12:00 Flamenco Open (Palo da definire) con RAFAEL AMARGO
Ore 15:00 sala A Flamenco - Rumba, Livello Open (con tutti gli artisti ospiti e musica live)
Ore 16:00 CONTEST Flamenco - Flamenco Fusion – Danze Spagnole (Presidente di Giuria, per il Flamenco, RAFAEL AMARGO)

A conclusione PREMIAZIONE, CONSEGNA ATTESTATI E SALUTI FINALI, a seguire serata danzante con spettacoli fino a mezzanotte.

N.B. Gli orari, il numero degli stage ed i palos, la location (Zeno Latino, oppure Hotel Poseidon, Torre del Greco – NA) ed i maestri ospiti, sono ancora in via di definizione. I pacchetti di giornata o Full comprendono Tutti gli Stage previsti della giornata stessa o di entrambi i giorni.

martedì 1 gennaio 2019

Chi è Elena Ferrante?



Mentre la televisione sta trasmettendo le puntate dell’Amica geniale torna di attualità il dilemma sull’identità di Elena Ferrante, ma tutti coloro che hanno letto il mio libro: "Errori e bugie sulla storia di Napoli" (pag.67–68), consultabile gratuitamente in rete, sanno la risposta, oramai acclarata a seguito di minuziose indagini fiscali. La misteriosa autrice è costituita dalla coppia Domenico Starnone ed Anita Raja. 

Achille della Ragione

domenica 2 dicembre 2018

Terza Conferenza Nazionale di Public History

 

Santa Maria Capua Vetere, 24-28 giugno 2019


Siamo lieti di diffondere la notizia del call for paper della Terza Conferenza Nazionale di Public History, a cui farà da sfondo per l'occasione una terra ricchissima di storia e patrimonio culturale.
La Conferenza, organizzata dall'Associazione Italiana di Public History (AIPH), si svolgerà a Santa Maria Capua Vetere, presso il Dipartimento di Lettere e Beni Culturali dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli", dal 24 al 28 giugno 2019.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito dell'AIPH, alla pagina:
https://aiph.hypotheses.org/4821

Al call for paper, che scade il 31 gennaio 2019, seguirà un call for poster.

domenica 4 novembre 2018

Monumento ai fratelli De Simone

Carlo, Stefano, Silvio, Enrico de Simone

A  cento anni della fine della grande guerra, esaminiamo a Santa Maria Capua Vetere (ce), il monumento a ricordo dei quattro fratelli De Simone: Silvio, Carlo, Stefano ed Enrico, morti nella prima guerra mondiale.

"Ai fratelli Carlo, Stefano, Silvio, Enrico de Simone 1915-1918
ovunque assertori di una fede
cavalieri di un'idea
mai piegarono
combattenti tra i primi
la loro gesta
è storia e leggenda."

Silvio è il fratello maggiore, intraprese la carriera militare, partì per la guerra Libica e morì in combattimento.
Carlo è il secondo fratello, si laureò in legge e si avviò alla carriera forense, partì per il fronte con il grado di tenente, dopo un combattimento fu dato per disperso.
Stefano è il terzo fratello, si laureò in medicina e si specializzò in oculistica all'Università di Parigi, andò al fronte con il grado di capitano medico, morì nell'ospedale psichiatrico di Aversa, dove venne ricoverato a seguito del forte trauma dovuto alle sofferenze vissute in guerra.
Enrico è l'ultimo fratello, si accingeva alla professione notarile quando partì volontario per il fronte Albanese, con il grado di tenente, venne ferito gravemente e morì nell'ospedale militare di Milano.