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giovedì 1 agosto 2019

La Città sotto la Città 2020



La figura di Spartaco al centro della prossima edizione de “La Città sotto la Città” in programma a maggio 2020. La proposta progettuale presentata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mirra è stata favorevolmente accolta dalla Regione Campania che ha ammesso a finanziamento, con un importo di 70.000 euro a valere sul POC 2014-2020, la manifestazione che è giunta alla sua IX edizione.

Il nome della Città di Santa Maria Capua Vetere è indissolubilmente legato a quello di Spartaco, soldato romano poi reso schiavo, che con coraggio e determinazione nel 73 a.C. guidò la famosa ribellione partendo proprio da questa città. E’ proprio prendendo le mosse dalla leggendaria storia di Spartaco – che ha ispirato poeti, filosofi, scrittori e registi (da Sallustio a Karl Marx, da Alessandro Manzoni a Stanley Kubrick) – che l’edizione 2020 de “La Città sotto la Città” punterà con decisione alla rievocazione della vita del gladiatore e della sua battaglia per la libertà.

L’evento, che sarà articolato in due settimane, interesserà principalmente i luoghi che evocano questa vicenda e che ancora conservano i resti dell’Anfiteatro Repubblicano, poi sostituito dal maestoso Anfiteatro Campano, monumenti affidati al Polo Museale della Campania insieme al Museo dei Gladiatori, il Mitreo e il Museo dell’Antica Capua. Il percorso narrativo inoltre coinvolgerà anche le domus e  il Criptoportico della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
Attraverso eventi, visite teatralizzate, spettacoli tematici, la visual mapping in 3D dell’Anfiteatro, le “Spartachiadi” – quale momento esclusivo realizzato in collaborazione con il CONI – evento che consente un’esperienza “immersiva” in un percorso che sarà in grado di fondere storia, cultura, sport, tradizione ed enogastronomia. 

“Ennesimo risultato – ha dichiarato Ida Gennarelli, direttrice del Museo Archeologico dell’antica Capua – frutto dell’eccellente sinergia tra Polo Museale diretta da Anna Imponente e Amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Mirra con la quale, fin dal suo insediamento, è stato avviato un concreto percorso di valorizzazione culturale del territorio. Ogni anno il POC ci consente di approfondire un tema legato alla storia della città. Tutto ha avuto inizio con la mostra “L’Appia ritrovata”, sulla cui scia si è innescato un percorso virtuoso con Appia Felix. Con la mostra “Annibale a Capua”abbiamo mostrato un nuovo volto del terribile condottiero e narrato il ruolo significativo di questa città  durante la seconda guerra punica, quest’anno la mostra “Mitra a Capua Vetere tra Oriente e Occidente” ancora una volta rimarca la posizione strategica di questo luogo nell’Italia antica. Mostre ed eventi che hanno attirato nel nostro circuito archeologico numerosissimi turisti provenienti anche da diverse parti del mondo. Con la prossima edizione de “La Città sotto la Città” proponiamo un tema innovativo rispetto alle precedenti edizioni ma in grado di preservare e valorizzare la tradizione e la storia dell’antica Capua”.

lunedì 8 luglio 2019

Osteopatia Napoli




Esiste uno stretto rapporto tra osteopatia e medicina perché l’osteopatia non è una medicina alternativa ma complementare. E non ha nessuna velleità di sostituire la medicina tradizionale. I trattamenti osteopatici hanno una grande potenzialità a livello preventivo: attraverso tecniche manipolative, l'osteopata può portare l'organismo nel suo migliore equilibrio possibile. Quando si instaura una patologia che va a ledere i tessuti dei vari organi, è necessaria la medicina ufficiale. Noi abbiamo sempre creduto nel dialogo e nello scambio fra osteopatia e medicina tradizionale, facendo tesoro di quello che avviene nei 13 Paesi europei dove l'osteopatia è riconosciuta e nei quali gli osteopati frequentano regolarmente strutture sanitarie, pubbliche e private.
ALCUNE DELLE PATOLOGIE CHE SI POSSONO TRATTARE CON L’OSTEOPATIA
Problemi Pediatrici
– Coliche
– Rigurgiti
– Difficoltà nella Suzione
– Ritardo nello Sviluppo
– Trauma da Nascita
– Paralisi Cerebrale
– Difficoltà nell’Apprendimento
Dolori Somatici
– Problemi al collo
– Problemi alla Schiena
– Sciatica
– Mal di Testa
– Sindrome Dolorosa Articolare
– Lesioni Traumatiche
– Sindrome da Usura
Problemi Sistemici
– Sindromi Neurologiche
– Disordini Digestivi
– Problemi Genitourinari
– Malattie Infettive Croniche
– Traumi Cranici
– Sindrome post Trauma Cranico
– Convulsioni
Gravidanza
– Mal di Schiena
– Dolori Inguinali
– Fastidi Digestivi
– Edema
Malattie Respiratorie
– Asma
– Allergie
– Bronchiti
– Pleuriti
Problemi a Naso, Gola, Orecchie
– Infezioni Croniche all’Orecchio
– Mal di Gola ricorrenti
– Raffreddori Frequenti
– Sinusiti
Limiti dell’osteopatia
Il campo d’azione dell’Osteopatia esclude tutte le lesioni anatomiche gravi, ma anche tutte le urgenze mediche. In questi casi, non si tratta più di cercare il “punto debole” che ha permesso l’instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell’organismo.
L’Osteopatia non può guarire le malattie degenerative, le malattie genetiche, le malattie
infettive e/o infiammatorie, le fratture.
Tuttavia, anche se l’osteopatia non può avere un’azione su quest’affezioni, può avere un’azione sulle conseguenze, in particolare il dolore, con la liberazione delle tensioni delle strutture.Le controindicazioni
Il campo d’azione dell’ osteopatia è, dunque, quello della medicina funzionale ed esclude quindi tutte le lesioni anatomiche gravi, ma anche tutte le urgenze mediche. In questi casi, non si tratta più di cercare il “punto debole” che ha permesso l’instaurarsi della malattia, ma di agire urgentemente, poiché la patologia in causa non può più essere combattuta con le sole difese dell’ organismo. A questo punto è necessario un “aiuto esterno” per lottare contro l’ aggressore o ristabilire equilibri alterati.
Ad eccezione di questi casi estremi, l’ osteopatia ci permette di ritrovare lo stato di salute, senza timore di provocare effetti secondari indesiderati.


Dr. Patrizia Fazio Fisioterapista ed Osteopata D.O.

lunedì 1 luglio 2019

Africa in svendita



 “i neri al nero” è vizio italico inveterato e diffuso e la causa dei recenti disordini di Rosarno va cercata proprio in questa assenza di legalità che affligge soprattutto il sud. Ma non dimentichiamolo: l’Africa è in agonia, la si può acquistare per un tozzo di pane, come dimostrano le audaci operazioni di post colonialismo di rapina attuate dalle grandi multinazionali e di recente anche dai cinesi, che stanno acquistando interi territori da sfruttare con criteri ultra capitalistici.
L’Africa è in vendita. Chi è rimasto in patria è costretto a combattere senza speranza contro mali antichi e nuovi e tra questi il flagello dell’aids, che sta spopolando un continente, con decine di migliaia di morti al giorno, nel silenzio e disinteresse dei mass media occidentali. Chi è venuto tra noi con il sogno di un domani migliore è accolto con ostilità o, nel migliore dei casi, indifferenza.
All’alba nelle periferie gruppi di africani attendono pazientemente se c’è lavoro per loro, nei campi, nei cantieri edili, dovunque si possa rimediare un pezzo di pane. Stanno a piccoli gruppi con un’infinita tristezza negli occhi a guardare il vuoto, qualcuno parla, la maggior parte è assorta nei suoi pensieri, uno sta in ginocchio e prega. Alle nove chi non ha trovato nessuno disposto a sfruttare la disperata forza delle sue braccia ritorna mesto verso casa, cercando di ingannare la fame che non conosce gli spietati meccanismi economici della civiltà.
L’Africa è in vendita per un tozzo di pane!
E la sera la liquidazione continua, ma ora entrano in scena le ragazze, strappate a viva forza da novelli negrieri dalle loro foreste e catapultate nella giungla delle nostre metropoli, ad offrire in olocausto il loro oscuro quanto scuro oggetto del desiderio.
Accomodatevi braccia e corpi in offerta speciale, saldi da non perdere: l’Africa è in vendita!

sabato 1 giugno 2019

bandiera blu



Assegnate, le Bandiere Blu 2019. La bandiera blu è un riconoscimento conferito dalla FEE (Foundation for Environmental Education) alle località costiere europee che soddisfano criteri di qualità relativi a parametri delle acque di balneazione e al servizio offerto, tenendo in considerazione ad esempio la pulizia delle spiagge e gli approdi turistici.
Anche quest’anno, Cilento e Golfo di Policastro si riconfermano tra le zone italiane più premiate in assoluto: ben 13, infatti, i comuni che potranno fregiarsi dell’ambito vessillo, ovvero:
Capaccio Paestum, Agropoli, Castellabate, Montecorice, San Mauro Cilento, Pollica, Casal Velino, Ascea, Pisciotta, Centola, Ispani, Vibonati e Sapri.
In tutto 18 i vessilli conquistati in Campania, che annovera Positano, Anacapri, Massa Lubrense, Piano di Sorrento e Sorrento.
In totale, sono 183 i Comuni italiani che hanno ottenuto la Bandiera Blu per il 2019, otto in più rispetto al 2018.

mercoledì 1 maggio 2019

Teatro Garibaldi




Il teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (CE) si trova nel centro storico della città e si affaccia su piazza Bovio. La facciata, chiaramente ispirata all’Opera Garnier di Parigi, presenta, al piano terra, una zoccolatura in pietra calcarea che si alza per oltre 1,50 metri sul livello della strada e tre portoni d’ingresso con ai lati due nicchie che ospitano le statue in gesso di Goldoni (a destra) e Alfieri (a sinistra) che simboleggiano la Commedia e la Tragedia. Sopra le porte d’ingresso ci sono quattro medaglioni che raffigurano Bellini, Rossini, Pergolesi e Cimarosa. Al primo piano, invece, cinque balconi non sporgenti con balaustra, chiusi da finestroni e separati da colonne corinzie binate che reggono la trabeazione al di sopra della quale è il frontone con il nome del teatro, ai cui lati svettano due timpani arcuati con bassorilievi in gesso. La sala, a ferro di cavallo, con pavimento in legno leggermente in discesa, è in stile tardo-neoclassico e presenta, sul soffitto, un dipinto di Gaetano Esposito raffigurante “L’Apoteosi della Poesia: Torquato Tasso che esce dal Tempio delle Muse. La platea ospita 150 poltroncine numerate disposte su 11 file mentre i 42 palchi, disposti su tre ordini, hanno una capienza complessiva di 168 posti cui vanno aggiunti i circa 60 posti del cosiddetto “loggione” che occupa tutto il quarto ordine. Interessante anche il “Salone degli Specchi”, destinato ad attività culturali. Dal 21 giugno 2017 il Teatro Garibaldi ospita la mostra permanente dedicata al Teatro e al Cinema. Essa è una sezione distaccata del Museo Civico cittadino. Nella mostra sono esposti reperti e documenti dell’Archivio Storico che ripercorrono la storia del teatro e del cinema in generale ma anche dello stesso Teatro Garibaldi.
Ed adesso un po’ di storia del teatro Garibaldi. Il 28 ottobre 1864 il municipio di Santa Maria Capua Vetere bandì un concorso di progettazione per la realizzazione di un teatro pubblico. Furono presentati 17 progetti, 8 dei quali furono presi in considerazione dalla Commissione appositamente nominata, ma nessuno di questi rispondeva pienamente alle indicazioni del bando. Per tale motivo la Commissione non scelse alcuno dei progetti presentati ma si riservò la possibilità di nominare un architetto, tra quelli concorrenti, cui affidare la progettazione secondo le norme previste dal programma. La scelta cadde sull’architetto Luigi Della Corte che “rispondendo con zelo all’invito presentò nel 18 giugno 1865 una pianta topografica modificata e un novello stato estimativo delle spese”. I lavori per la costruzione dell’edificio avrebbero dovuto cominciare il 1 gennaio 1867 ma non si riuscì a trovare un imprenditore che, per il prezzo previsto, volesse appaltare l’opera. Dopo circa vent’anni, il 1 marzo 1887, fu bandito un altro concorso per un progetto dalle caratteristiche simili (3 ordini di palchi invece di 4 e un minor numero di sale) e, tra i progetti presentati, fu scelto quello del prof. Antonio Curri che si ispirò all’Opéra Garnier di Parigi. I lavori, iniziati il 13 agosto 1889, furono aggiudicati alla ditta D’Agostino e Casella di Salerno (che per i lavori in muratura si avvalse della locale impresa di Pasquale Angiello) e furono terminati nell’arco di sette anni. La spesa complessiva, originariamente stimata in lire 200.000, risultò, a lavori ultimati, pari a Lire 450.000, più del doppio di quanto inizialmente previsto. Il 12 aprile del 1896 il teatro, intitolato a Giuseppe Garibaldi, fu inaugurato con la messa in scena del “La forza del destino” di Giuseppe Verdi diretta dal maestro Vincenzo Grandine. Per la bellezza architettonica e per la fama che andava ad acquistare nel corso degli anni fu soprannominato il Piccolo San Carlo. Fu l’ultimo teatro lirico ad essere costruito in Campania. “…un lavoro che tanto onora l’arte e il Municipio di Santa Maria” scrisse il pittore Domenico Morelli in una lettera datata 12 settembre 1894, inviata al Sindaco della città. Numerose le rappresentazioni di opere liriche. Tra le tante si ricordano il Camoens di Pietro Musone del 1897, con il tenore Luigi Ceccarini e il soprano Anna Franco, il Mefistofele di Arrigo Boito, la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, La Gioconda di Amilcare Ponchielli, oppure le “prime” de Il trovatore nel 1901, del Rigoletto, della Norma, o ancora i Pagliacci del Leoncavallo nel 1904, la Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, l’Andrea Chénier e La bohème con il maestro Guido Serrao e il tenore Amedeo Rossi. Il 4 giugno del 1910 vi esordì il baritono Raffaele Aulicino in una rappresentazione della Traviata di Giuseppe Verdi. Non mancavano anche rappresentazioni di operette che consentirono all’impresario di superare la crisi serpeggiante dal 1902 quando era stato necessario sospendere le rappresentazioni per il loro costo elevato, che costringeva a praticare prezzi dei biglietti al di sopra delle possibilità medie dei cittadini Sammaritani. Fu così che vennero messe in scena “La vedova allegra” e “Geisha” nel 1910, con Gianni e Lina Sartori, Margherita Abbadia-Lindi, i maestri U. Bellini e Gambardella e “I pescatori di perle” nel 1914 con il debutto di Maria Reichenbach. Ma il Teatro ospitava anche rappresentazioni di prosa, concerti da camera e sinfonici. Nella stagione 1896/97 ospitò la “Drammatica Compagnia” diretta da Antonio Grisanti, Attila Ricci e Virginia Campi; nell’autunno del 1897 Eduardo Scarpetta e la sua compagnia; nel 1898 la compagnia di Achille Torelli; nel 1899 Amalia Ferrara, Lena Botti-Bello e Lina Montis in “Un viaggio in Africa” e “Donna Juanita” di Suppé, Il venditore di uccelli di Zeller e “L’usignolo” di Chapy e, nel 1900, la Compagnia di Ferruccio Garavaglia, Achille Maironi, Gina Favre in “Tristano e Isolda” e “La scuola delle mogli” di Molière. Nel dicembre del 1914, a seguito di un incendio che distrusse il Cinema Mascolo dove si esibiva, Salvatore De Muto, l’ultimo Pulcinella della scuola dei Petito, fu autorizzato, non senza polemiche ed opposizioni, a tenere spettacoli al Garibaldi, molto apprezzati dal pubblico popolare. Durante la Prima Guerra Mondiale il Teatro chiuse per la prima volta a causa del conflitto in corso. Da allora verrà utilizzato solo sporadicamente, determinandone un lento ed inevitabile declino. Nel 1939 l’impresario Mario Del Piano ottenne l’autorizzazione per trasformarlo in sala cinematografica. Durante la Seconda Guerra Mondiale, con l’occupazione alleata, il Teatro fu requisito e divenne palcoscenico per le esibizioni di alcuni artisti americani (tra cui Cole Porter e Coleman Hawkins). Nel secondo dopoguerra, nonostante le difficoltà di gestione, vanterà le presenze di Arturo Toscanini, Totò, Nino Taranto, Raffaele Viviani, Carlo Dapporto, dei fratelli Maggio, di Erminio Macario e delle sorelle Nava. Nel 1980, a seguito del terremoto dell’Irpinia, il Teatro venne dichiarato inagibile e per oltre vent’anni è rimasto chiuso al pubblico. Finalmente nel gennaio 2002 iniziarono, sotto la direzione della Soprintendenza per il Patrimonio storico-artistico di Caserta e Benevento, i lavori di restauro della struttura, finanziati con oltre quattro milioni di Euro. Terminati i lavori, il 27 maggio del 2004 il Teatro Garibaldi ha riaperto i battenti e nello stesso anno è ripresa la programmazione della stagione teatrale, prevalentemente con spettacoli di prosa. Dal 2017 il Teatro Garibaldi ospita la mostra permanente dedicata al Teatro e al Cinema.

martedì 2 aprile 2019

Banda della Nato





La Città di Santa Maria Capua Vetere ospita per un concerto a porte aperte la U.S. Naval Forces Band, ben nota a tutti come la “Banda della Nato”.
Sarà lo splendido Teatro Garibaldi a fare da cornice all’evento che si terrà, con ingresso gratuito, sabato 6 aprile alle ore 20.30 rinnovando quindi un’iniziativa di alto valore artistico con la storica formazione della Marina americana in Europa che, con i propri musicisti di fama internazionale, si esibisce in tutti i continenti del mondo.
Per l’occasione la “Banda della Nato” eseguirà musiche di Brett Abigana, Alfred Reed, Camille Saint-Saens, Astor Piazzolla, John Williams e tanti altri. La band raggiunge un pubblico complessivo di oltre 60 milioni di persone in più di 35 paesi, grazie alle centinaia di performances che svolge ogni anno.

lunedì 25 marzo 2019

L'ex caserma Fiore al tribunale



Sono stati completati i lavori di ristrutturazione e adeguamento dei locali appartenenti all'ex caserma «Mario Fiore» di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Per il 29 marzo è prevista la consegna dei nuovi spazi, interamente rifunzionalizzati, al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La ristrutturazione, eseguita dal Provveditorato alle Opere pubbliche di Napoli, è stata realizzata grazie ai fondi posti a disposizione dal Ministero della Giustizia.

Nell'edificio di via Mario Fiore verrà trasferito l'intero settore civile, che attualmente si trova in una struttura privata in via Santagata, con conseguente miglioramento delle condizioni di lavoro e del servizio a beneficio degli utenti. La disponibilità di questi nuovi spazi, appartenenti al Demanio dello Stato e, quindi, utilizzati a titolo gratuito, consentirà un notevole risparmio di spesa. Verrà, infatti, rilasciata la sede di proprietà privata finora utilizzata con un risparmio di 350mila euro annui del canone di locazione. Le maggiori risorse economiche ora a disposizione permetteranno ulteriori investimenti nello stesso territorio, come già avvenuto in passato.

Sempre nell'ambito dell'attività portata avanti dal Ministero della Giustizia per assicurare una definitiva e adeguata sistemazione degli uffici di Santa Maria Capua Vetere, recentemente è stato consegnato un altro immobile ristrutturato, dove sono attivi ora l'ufficio GIP e quello della Presidenza del Tribunale.