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venerdì 7 luglio 2017

Miss Italia 2017


S. Maria C.V . (ce) piazza Matteotti



Miss Italia fa tappa a Santa Maria Capua Vetere. Appuntamento in piazza Matteotti, sabato 8 luglio alle 21:00, con le bellissime partecipanti che concorreranno per le selezioni provinciali del concorso di bellezza.
Saranno 7 le fasce da consegnare e che consentiranno a chi le indosserà di partecipare direttamente alle finali regionali.
L'evento di Santa Maria Capua Vetere è stato promosso dall'associazione 'ENDAS' presieduta dall'avvocato Mariagrazia Ferriero.

sabato 1 luglio 2017

Evento benefico per l'Ospedale Santobono di Napoli




il Centro Coreografico d’Arte Nazionale, con il Direttore Artistico Fabio Molfesi, hanno organizzato il 7 e 8 luglio 2017 al Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere (CE), l’evento raccolta fondi Danzando per il Santobono V Edizione

Artisti ospiti
Walter Angelini (International Principal dancer)
Ines Albertini (International Principal dancer)
Francesco Capuano
Roberta De Berardinis
Stefania Corteggiano
Elisa Giannì
Giuseppe Roffo
Pasquale Serao
Nello Giglio
Niko D’Alessandro
con la partecipazione della “DD Company”
Interverranno
Prof. Giuseppe Cinalli (Primario reparto Neurochirurgia Ospedale Santobono)
Dott.ssa Marina Marinelli (Coordinatrice SOS Onlus)
Dott.ssa Emanuela Capuano (Coordinatrice Fund Raisin)
Spettacolo Ideato e prodotto dalla
Di Danza Centro Coreografico d’Arte Nazionale(Direttore Fabio Molfesi)
Via Salice, 78 – Casalnuovo di Napoli (NA)
Con il patrocinio
Assessorato all’Istruzione e alle Politiche Sociali della Regione Campania
del Comune di Santa Maria Capua Vetere (CE) e del Comune di Casalnuovo di Napoli (NA)

lunedì 19 giugno 2017

Appello per salvare il Museo campano di Capua


Palazzo Antignano

Il Museo Campano di Capua, fondato nel 1870, "custodisce reperti archeologici, mosaici, quadri, manoscritti e volumi di importanza enorme per la storia della Campania, dell’Italia, dell’Europa. Fu chiamato campano e fu posto a Capua perché, quando nacque la provincia di Caserta, si volle creare un luogo della memoria del territorio circostante (la pianura campana) nella città che, per un millennio, ne era stata il centro politico, succedendo, nel nome e nelle funzioni, alla Capua antica, odierna Santa Maria Capua Vetere". 
Di grande interesse, "è la collezione delle Matres matutae, unica al mondo. Si tratta di oltre 130 statue votive antichissime (dal quarto al primo secolo avanti Cristo), oggetto da sempre dell’interesse degli studiosi e dei visitatori. Tra i tanti tesori, il Museo custodisce gli archivi storici del Comune di Capua (dal XIV secolo) e dell’Ospedale  dell’Annunziata (dal XV secolo), con documenti estremamente rari nell’Italia meridionale".
Questo Museo, si legge ancora nell'appello "privato di risorse a causa del dissesto della Provincia di Caserta, che ne detiene la proprietà, rischia di chiudere per sempre al pubblico. Nessuno sa quale sarà il suo destino. Nonostante la mobilitazione di associazioni e di esponenti della società civile, nonostante due recenti interrogazioni parlamentari, nulla è stato fatto per trovare una soluzione. Il Ministero dei beni e delle attività culturali e la Regione Campania hanno mostrato l’intenzione di farsi carico del Museo, accogliendolo nel proprio patrimonio. Chiediamo al Ministro Dario Franceschini e al governatore Vincenzo De
Luca di passare dalle parole ai fatti, di salvare il Museo, e con esso un pezzo importante della nostra storia e della nostra identità. Il rischio della chiusura va scongiurato e il Museo va messo in grado di assolvere al meglio a tutte le sue funzioni grazie a risorse finanziarie sicure, un organico stabile, una direzione scientifica all’altezza del suo enorme valore culturale"

martedì 2 maggio 2017

211 a.C. Capua

Annibale Barca

La storia racconta che nel 215 a.C. il generale in capo dell’esercito di Cartagine, Annibale, inflisse una pesante sconfitta ai Romani presso la città di Canne, nell’odierna Puglia.
Avrebbe potuto marciare su Roma e assediarla, ma, vedendo arrivare l’inverno, preferì stabilirsi a Capua, città vicina, per riposarsi e attendere rinforzi.
Tito Livio racconta che il comandante cartaginese tenne nelle case della città campana le truppe, per la maggior parte dell'inverno. L'esercito cartaginese che spesso e a lungo si era rinvigorito contro ogni disagio umano, non era abituato agli agi della vita cittadina. E fu così che:
«Questi, che nessuna forza nemica aveva fino ad allora vinto, furono corrotti dall'eccessiva comodità e dai piaceri tanto maggiormente, in quanto erano nuovi ai piaceri, ed ora si trovavano immersi in modo sfrenato. Infatti, il sonno, il vino, i banchetti, le prostitute, i bagni, l'ozio, che con l'abitudine si faceva sempre più dolce, fiaccarono talmente tanto il corpo e l'animo dei soldati cartaginesi, che da quel momento in poi, vennero difesi più dalla fama delle vittorie passate che dal loro valore presente.»
Livio critica la scelta di aver trascorso l'inverno a Capua, poiché ritiene che l'esercito cartaginese non ottenne mai più l'antica disciplina. Essi rimasero impigliati in tresche con donne locali. Altri, una volta riprese le marce e le numerose fatiche militari, si sentirono mancare le forze fisiche e psicologiche, quasi fossero tornati ad essere delle semplici reclute. Furono poi molti a disertare per poter far ritorno a Capua, senza aver ottenuto alcuna licenza. Queste affermazioni vennero però contestate dallo storico italiano, Gaetano De Sanctis, il quale attribuì la riscossa romana, non tanto al fatto che i Cartaginesi si rilassarono con i famosi «ozi capuani», ma alla tenacia e disciplina delle armate romane.
Gli uomini di Annibale ebbero finalmente la possibilità di riposare godendo dalla calorosa accoglienza della popolazione locale. La tradizione storiografica romana, in particolare Tito Livio, ha enfatizzato l'importanza di questi cosiddetti "ozi di Capua" che avrebbero compromesso la solidità e la combattività dell'esercito annibalico, fiaccato dalle libagioni e dai piaceri del soggiorno nella città campana. Mentre le sue truppe si adagiavano nell’ozio, l’esercito romano riprese le forze e la situazione militare si capovolse; Roma non fu mai presa da Annibale.
Da questo episodio è derivato il detto “addormentarsi sugli ozi di Capua”, che si adopera quando qualcuno non porta a termine un’impresa e “si riposa sugli allori”.
È noto che dopo un periodo di tensione e di forte impegno, l’attenzione cala. Allora, facciamo attenzione! Non riposiamoci sulle nostre vittorie

Uno degli appuntamenti previsti nell’ampio cartellone di eventi nell’ambito della rassegna ‘I weekend dei Monumenti’ promossa ed organizzata dall’amministrazione comunale con la collaborazione del Polo Museale della Campania, della Soprintendenza archeologica. E' la rievocazione storica della II Guerra Punica, promossa dall’associazione ‘Spazio Nuovo’, resa possibile grazie ai figuranti dell’associazione culturale ‘Decima Legio’ con la partecipazione della Federazione ‘Europa Antiqua’ e de ‘I Cavalieri de li terre Tarentine’. L’evento si svolgerà nelle giornate di sabato 20 e domenica 21 maggio secondo il seguente calendario:
Sabato 20 maggio ore 10:30 sfilata della ‘X Legio’ dall’Arco Adriano a piazza I Ottobre. Dalle 11:30 è previsto, all’interno dell’Anfiteatro Campano, l’allestimento del ‘Castrum della X Legio’ che potrà essere visitato anche nel pomeriggio di sabato.
Domenica 21 maggio:dalle 10.30 in poi grande spettacolo con la simulazione della battaglia che, nel 211 a.C., vide contro i Romani e i Cartaginesi sul suolo dell’antica Capua. L’esibizione, che consiste in una autentica e dettagliata ricostruzione storica combinata con la pratica marziale, prevede anche una sfilata dei legionari che partendo da piazza I Ottobre arriveranno in piazza Bovio dopo aver attraversato corso Garibaldi.

domenica 2 aprile 2017

Alberto Angela



Alberto Angela torna in Campania per mostrarci le bellezze archeologiche di  Santa Maria Capua Vetere cittadina in provincia di Caserta che sorge sulle rovine dell'antica Capua. La puntata di "ULISSE" che andrà in onda il prossimo 8 aprile, ci porterà alla scoperta dell'Anfiteatro Campano  famoso per essere stato il luogo dal quale, nel 73 a.C., il gladiatore Spartaco guidò la lunga e sanguinosa lotta contro Roma.
 Attraverso ricostruzioni grafiche e docu-fiction, Alberto Angela ci farà rivivere dall’interno i momenti cruciali della rivolta di Spartaco, portandoci in alcuni dei luoghi più rappresentativi della sua storia. Andremo a Santa Maria Capua Vetere, per scoprire ciò che resta dell'antica Capua, una delle più importanti città romane in Italia, definita da Cicerone la “seconda Roma” per la sua grande ricchezza e cultura. Di questa città, dove ebbe inizio la ribellione di Spartaco, visiteremo il monumentale anfiteatro, tra i più grandi dell'impero romano dopo il Colosseo, e il magnifico mitreo che conserva uno dei più grandi affreschi del dio Mitra di tutto il Mediterraneo.

mercoledì 1 marzo 2017

Otto Marzo

8 MARZO: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA

"Da quest'anno i musei statali saranno gratuiti per le donne ogni 8 marzo" così il ministro Franceschini annunciando l'iniziativa del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che, per la Giornata internazionale della donna, aprirà  gratuitamente alle donne i musei, le aree archeologiche e i monumenti statali.
Per questo, il Ministro Franceschini ha invitato i direttori dei musei ad organizzare visite, eventi e manifestazioni a tema nei luoghi della cultura statali per sottolineare il rilievo di questa giornata dedicata ai diritti delle donne.


venerdì 3 febbraio 2017

SMCV LA MEGLIO ORA



SMCV  LA MEGLIO ORA una DOCUFICTION interamente girata a Santa Maria Capua Vetere (ce)
interpretata da Luigi Cinone
da Un'idea di Gianluca Seghizzi
sceneggiatura di Giuseppe Di Monaco
regia di Pino D'Ambrosio
colonna sonora M° Raffaele Salemme e Michele Colucci (VENOVAN)
SABATO 11 FEBBRAIO
 TEATRO GARIBALDI  DUE PROIEZIONI.
ORE 19:00 e 21:00. 
"SMCV - LA MEGLIO ORA". Solo su invito 


venerdì 6 gennaio 2017

L’Appia ritrovata


Fa tappa in Campania la mostra fotografica, documentaria e multimediale dal titolo “L’Appia ritrovata. In cammino da Roma a Brindisi”, una mostra che riscopre e racconta  il percorso della prima grande via europea, da Roma a Brindisi, percorsa a piedi nell'estate 2015 da Paolo Rumiz, Riccardo Carnovalini, Alessandro Scillitani e Irene Zambon. 
Inaugurata a Roma nell’Auditorium, la mostra è ospitata nel Museo Archeologico dell’antica Capua fino al 25 marzo 2017, rievocando la prima tappa del percorso della Regina viarum. La via consolare fu il tramite per diffondere i principi della civiltà romana, lo strumento che fisicamente collegò il “centro del Potere” con i luoghi strategici della penisola. Appio Claudio nei cinque anni della sua censura tracciò la via da Roma a Capua per 132 miglia. L’Appia fu la linea lungo la quale marciò il temuto esercito romano, ma anche la via della condivisione, degli scambi culturali, dei traffici. La triste strada lungo la quale giungevano a Capua gli schiavi e i gladiatori, dove i 6.000 compagni di Spartaco vennero crocifissi atrocemente e simbolicamente esposti a mo’ di monito. Il selciato calcato da Paolo di Tarso e dai primi apostoli che, con la loro testimonianza, segneranno la fine dei culti pagani e delle religioni misteriche.
Un ulteriore invito a visitare la mostra è offerto  da una selezione di iscrizioni, rilievi e sculture provenienti dalla città. Tra questi spicca la statua del Trittolemo, l’eroe ateniese che dispenserà il dono dell’agricoltura all’umanità, unico esemplare a tutto tondo finora noto, a  simboleggiare la straordinaria fertilità dell’Ager Campanus.
Paolo Rumiz e compagni hanno intrapreso il loro viaggio - conclusosi il 13 giugno 2015 dopo 611 chilometri, 29 giorni di cammino e circa un milione di passi - con l'idea di tracciare finalmente il percorso integrale della madre di tutte le vie, dimenticata in secoli di dilapidazione, incuria e ignoranza. L’Appia.
Ora sono essi stessi a raccontare un’avventura che definiscono "magnifica e terribile, terrena e visionaria, vissuta attraverso meraviglie ma anche devastazioni, sbattendo talvolta il naso contro l’indifferenza di un Paese cinico e prono ai poteri forti, ma capace di grandi slanci ospitali e di straordinari atti di resistenza “partigiana” contro lo sfacelo".
"È compito di ciascuno di noi, come cittadini, - spiegano - restituire alla Res Publica questo bene scandalosamente abbandonato, ma ancora capace - dopo ventitré secoli - di riconnettere il Sud al resto del Paese e di indicare all’Italia il suo ruolo mediterraneo. Appia è anche un marchio, un “brand” di formidabile richiamo internazionale. Un portale di meraviglie nascoste decisamente più vario e di gran lunga più antico del Cammino di Santiago.
La mostra ci accompagna sui Colli Albani, sotto i Monti Lepini con le fortezze preromane sugli strapiombi, lungo i boscosi Ausoni che hanno dato all'Italia il nome antico e ai piedi dei cavernosi Aurunci dalle spettacolari fioriture a picco sul mare. Ci guida nella Campania Felix, sui monti del Lupo e del Picchio e gli altri della costellazione sannitica, nell'Italia dimenticata degli Osci, degli Enotri e degli Japigi fino all'Apulia della grande sete.
 In questo itinerario, Paolo Rumiz e compagni non sono stati soli, ma hanno avuto altri compagni d'avventura, da citare in ordine di chilometri percorsi: Marco Ciriello, Sandra Lo Pilato, Michaela Molinari, Mari Moratti, Barsanofio Chiedi, Settimo Cecconi, Giulio e Giuseppe Cederna, Giovanni Iudicone, Franco Perrozzi, Cataldo Popolla, Andrea Goltara e Giuseppe Dodaro,con la partecipazione straordinaria di Vinicio Capossela.
La mostra consente di rivivere questa affascinante riscoperta attraverso le fotografie di Riccardo Carnovalini integrate da un reportage di Antonio Politano realizzato per il National Geographic Italia e da istantanee estratte dai filmati "on the road" di Alessandro Scillitani.
 Nel percorso espositivo, curato da Irene Zambon, con testi e didascalie di Paolo Rumiz, anche  alcune immagini dei viaggi di Luigi Ottani sui confini dei migranti e dei sopralluoghi di Sante Cutecchia sulla Regina Viarum, oltre ai filmati di Alessandro Scillitani e le musiche e le installazioni audio di Alfredo Lacosegliaz. Completano il percorso un apparato cartografico curato da Riccardo Carnovalini e Cesare Tarabocchia e il materiale documentario conservato negli Archivi della Soprintendenza Speciale per il  Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l'Area Archeologica di Roma  - Capo di Bove e della Società Geografica Italiana, come fotografie, cartoline d'epoca, mappe antiche e moderne.
La mostra è  a cura della Regione Campania, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo,  Polo museale della Campania, Scabec Spa, Società Geografica Italiana onlus e Festival della Letteratura di Viaggio. La mostra e le attività connesse, che interesseranno anche ulteriori siti lungo il percorso campano dell'antica Appia,  sono realizzate nell'ambito del progetto "Itinerari culturali e religiosi" programmato e finanziato dalla Regione Campania con fondi POC.